venerdì 26 giugno 2009
Note dal primo consiglio comunale
Scusi Sindaco uscente, ma noi Giovani Mafaldesi sinceramente crediamo che questo termine sia indebitamente adoperato, sia veramente troppo dura da digerire la parola lealtà, una ulteriore presa in giro per tutti i Mafaldesi, trovatisi come sempre non di fronte alla verità ma dinanzi alle tante menzogne che purtroppo hanno calcato questi ultimi mesi...altro che onestà e lealtà! E ieri sera se ne avuta nuovamente la conferma.
Come puntualmente ribadito dal Sindaco Riccioni, l’amministrazione uscente promise che il 6 e il 7 giugno Mafalda, tramite i suoi elettori, avrebbe avuto la possibilità di scegliere il suo futuro (dopo che il referendum popolare non era stato voluto dallo stesso Valentini), votando per Di Iulio e sostenendo così il famoso progetto dell’inceneritore, oppure votando la lista Insieme per Mafalda capeggiata da Egidio Riccioni rifiutando così una volta per tutte questo pazzesco progetto.Ebbene, come era ormai prevedibile, il Sindaco uscente insieme alla sua giunta, tutto ha fatto tranne che far scegliere ai cittadini di Mafalda la sua sorte. L’amministrazione uscente ha messo Mafalda davanti al fatto compiuto.
Per questo, caro consigliere dimissionario Valentini, caro dimissionario N.Masciulli, caro dimissionario A.Fabrizio, caro dimissionario P. Massimi, caro amico Paolo, abbiate la dignità di non parlare di lealtà e di non difendere quelle parole e quei comportamenti, perché fanno male a Mafalda e a tutti i Mafaldesi. In aggiunta, noi Giovani Mafaldesi vogliamo richiamare l’attenzione di Valentini dicendo che poteva, nei mesi scorsi, prendere inchiostro e calamaio e avere l’onere di rispondere alle tante lettere, ben più importanti, scritte dai giovani del suo amato paese, invece di quella singolare delle sue dimissioni.
Continuiamo riprendendo le parole del neo sindaco Egidio Riccioni, che, rammaricato, presenta la situazione che sta investendo Mafalda: “Per la nuova giunta è un momento difficile, stavano cercando di far entrare Mafalda in un vicolo cieco da cui si rischia di non poter uscire”. Egli poi parla di accelerazioni incredibili nell’iter procedurale e dei soldi volutamente ed incautamente spesi dall’amministrazione uscente per mettere in difficoltà Mafalda, e al contrario avvantaggiare Dafin e queste persone che si nascondono dietro una fiduciaria. Riccioni comunque è convinto che insieme alla sua squadra, riuscirà a fermare l’Inceneritore grazie anche alla consulenza di tutti i possibili esperti e al lavoro del pool di avvocati. Ribadisce che l’ulteriore accredito fatto dalla Dafin sarà accantonato e tutti i proventi non saranno nel modo più assoluto toccati perché ci sono cause in corso e perché Mafalda ha detto con forza NO alla centrale a biomasse in contrada Pianette. Invita tutta la cittadinanza a seguire gli sviluppi della vicenda, ad informarsi su tutti i particolari, facendo un augurio a tutti e prendendosi la responsabilità di rispettare Mafalda e le decisioni democratiche di tutti i Mafaldesi.
Brevi e interessanti anche gli interventi dei consiglieri e assessori, in modo particolare dell’assessore rosa Aurelia Spatocco che risponde per le rime ad uno stravagante Molino, seguito poi da Montano, i quali chiedono alla nuova amministrazione di portare avanti il “Progetto Mafalda”. Spatocco risponde affermando che Mafalda ha scelto il suo programma e che la nuova Amministrazione combatterà con tutte le sue forze per FERMARE L ’INCENERITORE.
Questo il riassunto della serata del primo insediamento: a noi Giovani Mafaldesi preme ribadire il comportamento scorretto dell’amministrazione uscente e fare il nostro sincero in bocca al lupo al lavoro della nuova squadra amministrativa che ci appoggerà per FERMARE L’INCENERITORE. Questo è l’obiettivo nostro e della stramaggioranza di Mafalda e con questo ideale proseguiremo la nostra lotta per fermare la centrale a biomasse, nonché la distilleria.
MAFALDA HA AVUTO UNA REAZIONE FORTE E CONTINUERA’ AD APPOGGIARE LA NOSTRA CAUSA, siamo certi e combatteremo con, ed eventualmente anche contro, la nuova amministrazione per far valere la volontà popolare. SIA CHIARO!!!
lunedì 8 giugno 2009
Cronaca di una morte annunciata: bye bye, centrale!
E' un grande risultato, per noi Giovani Mafaldesi, per tutti i mafaldesi e anche per i nostri amici dei paesi vicini.
E' un grande risultato, ma il pericolo centrale non è definitivamente scongiurato...
L' impegno dei Giovani Mafaldesi continua anche con la nuova amministrazione Riccioni (a cui vanno i nostri auguri perché faccia bene; auguri che facciamo anche al nostro amico Paolo perché la sua sia un' opposizione costruttiva); noi continueremo a vigilare sulle sorti del "Progetto Mafalda" e a fornirvi contributi sull' argomento biomasse.
sabato 6 giugno 2009
L' ennesima prova.
Vi diamo, allora, l' ennesima prova della validità delle nostre tesi, cioè della pericolosità delle centrali a biomasse. La speranza è, ancora una volta, quella di svegliare le coscienze di tutti.
Come nasce l’esigenza della costruzione di una centrale termoelettrica a biomasse?
Quali combustibili utilizza? Quali conseguenze comporta per l’ambiente e l’uomo?
Ne ha parlato il prof. Gianni Tamino, biologo membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie.
Nel suo intervento ha più volte fatto riferimento al CIP6 e certificati verdi: può spiegarci in cosa consistono?
«Il CIP6 è un provvedimento con cui si incentiva l’energia prodotta da fonti rinnovabili e assimilate, consentendo di immetterla nella rete elettrica nazionale a un prezzo superiore al normale valore del mercato. Tali incentivi vengono addebitati sulla bolletta dei consumatori.
Le prime leggi per incentivare le forme rinnovabili vennero emanate nel 1991. Oggi l’energia elettrica da fonti rinnovabili viene pagata fino a 4 o 5 volte il suo valore. Al momento dell’approvazione del decreto vennero aggiunte le cosiddette “fonti assimilate” che oggi portano via la fetta più grossa di tutti gli incentivi.
Le principali sono le code di raffinazione del petrolio: in pratica un rifiuto tra i più inquinanti viene spacciato come rinnovabile e pagato un sacco di soldi. Un’altra fonte assimilata è l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori: questo ha determinato l'aumento della produzione di rifiuti, motivo per il quale l’Italia è stata richiamata dall’Unione Europea.
Oggi ai CIP6 si sono affiancati i certificati bianchi e i certificati verdi, di cui tutti i nuovi impianti possono usufruire. I primi premiano il risparmio energetico e l’efficienza, i secondi riguardano le fonti rinnovabili, i rifiuti e le biomasse.
Per rinnovabili si intendono quelle fonti di energia utilizzate nel tempo e nello spazio in cui sono prodotte. Tenendo presente questa definizione, le centrali a biomasse a cui sono attribuiti certificati verdi utilizzano materie prime che non possono essere prodotte nella zona. Lo confermano differenti studi condotti dai prof. Giampietro, Ulgiati, Paletti, Pimmentel che arrivano alla stessa conclusione: in Italia per produrre il 10% di energia da biomasse avremmo bisogno di tre volte la superficie agricola nazionale.
La sostenibilità si ha quando il bilancio energetico è positivo, la risorsa si riproduce nel tempo di utilizzo e il bilancio dell’anidride carbonica (CO2) è quantomeno in pareggio».
Tutti i documenti delle centrali a biomasse sostengono che le emissioni di anidride carbonica (CO2) è pari a zero perché la quantità emessa durante la combustione è pari a quella assorbita dalla pianta durante il processo di crescita, attraverso la fotosintesi.
(Questa domanda è fatta in risposta a quanto affermava Daniele Barbone nella conferenza stampa di presentazione del "Progetto Mafalda".)
«È vero. Ma alla CO2 che si ottiene bruciando devo aggiungere la CO2 consumata per ottenere la pianta, più quella consumata per trasportare dall’Estero l’olio su una nave sino al porto e dal porto alla centrale: il bilancio non è più in pareggio. Ma non solo.
Se, come nel caso di soia, girasole, colza, il consumo di petrolio e metano utilizzati per produrre fertilizzanti, per alimentare i mezzi agricoli e per trasportare i materiali è uguale o superiore all’energia che ottengo dall’olio è evidente che la CO2 emessa è maggiore di quella assorbita dalla pianta e quindi l’energia ottenuta da una centrale è inferiore a quella che consumata a monte. A conti fatti si consumerebbe meno energia utilizzando come combustibile il petrolio.
Siccome tutte le grandi centrali a biomasse hanno questo difetto, le biomasse si possono utilizzare solo con scarti di attività agricole, forestali, zootecniche, rifiuti organici al fine di realizzare piccoli impianti a biogas con produzione finale di energia sottoforma di metano e di compost destinato all’agricoltura.
Le biomasse sono significativamente interessanti se si rende l’agricoltura autonoma dai consumi energetici: è questa la grande sfida, non certo quella di produrre energia elettrica che non avrebbe nessun vantaggio economico se non venisse pagata in maniera “drogata” con i soldi dei cittadini.
Il bilancio economico passivo di queste centrali, diventa attivo grazie ai certificati verdi, come dichiarato dalle stesse aziende.
Questi impianti sono spesso incentivati da fondi dell’Unione Europea. Vengono utilizzati soldi pubblici per costruirli e acquistare l’energia elettrica in modo assurdo: il cittadino paga per avere energia elettrica da fonti in realtà non rinnovabili, per avere inquinamento ed effetto serra, in quanto l’olio vegetale inquina più del gasolio.
Inoltre, nella combustione degli oli vegetali vengono rilasciate polveri sottili, formaldeide e acroleina, responsabile del caratteristico odore di frittura».
Le emissioni di ossidi di azoto e carbonio – stando ai progettisti – verrebbero abbattute con l’installazione di particolari filtri.
«Un filtro è un dispositivo che non elimina l’inquinamento, ma lo sposta. Secondo il principio di Lavoisier "in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". Un filtro va periodicamente pulito: dove saranno conferiti i residui? Si dimentica di dire che c’è bisogno di una discarica per le ceneri, senza contare il calore disperso. La vendita di energia elettrica è un guadagno, la distribuzione di calore, al contrario, è una perdita se la condotta supera una certa distanza».
Con la depurazione dei fumi, le concentrazioni, però, rispettano la norma.
«Spesso i progettisti sostengono: "saremo sotto le concentrazioni", ma quello che conta da un punto di vista dell’impatto non è il rispetto della concentrazione, ma il rispetto delle quantità totali di emissioni compatibili con il territorio, misurate per il numero degli anni in cui permangono nell’ambiente.
Quindi non ci si deve accontentare della concentrazione per metro cubo ma conoscere il totale annuo per gli anni di vita della centrale, moltiplicando la concentrazione per tutti i milioni, miliardi di metri cubi emessi. Lo stesso vale per il monossido di carbonio, tossico, e gli ossidi di azoto, anch’essi tossici e tra i responsabili delle piogge acide. Negli anni si accumulano, così, migliaia di tonnellate di emissioni.
Nel caso della diossina abbiamo concentrazioni basse, ma è una sostanza che una emivita (durata) di vent’anni, si accumula negli organismi ed entra nella catena alimentare, arrivando al latte materno. Se calcoliamo la produzione di diossina per tutto l’arco di vita della centrale otterremo “n” grammi. Ma 1 grammo come spiegavo nella conferenza è la dose massima ammessa per 4,5 milioni di abitanti».
Nel suo intervento è stato fortemente critico verso il combustibile generalmente utilizzato nelle centrali a biomasse, l’olio di palma.
«Per fare spazio alle piantagioni di olio di palma si distruggono le foreste, le quali assorbono dieci volte più CO2 rispetto a una coltivazione e, nel caso di piantagioni convertite a palma, si sottraggono terreni destinati all’alimentazione determinando carestie.
L’inviato speciale dell’ONU per il diritto al cibo Jean Ziegler a questo proposito ha dichiarato: "I biocarburanti sono un crimine contro l’umanità".
Prodi ha sostenuto di recente su la Repubblica: "Non possiamo permetterci carburanti anziché cibo". Mi chiedo: perché queste scelte sono state fatte dall’Unione Europea sotto la sua presidenza?
Tra gli oli vegetali bruciati ci possono essere, inoltre, anche gli oli esausti, cioè rifiuti della produzione alimentare. Il guadagno per queste centrali non c’è solo dalla vendita dell’energia elettrica, ma dal fatto che l’azienda è pagata per bruciare questi scarti. Non solo queste aziende risparmiano sulla materia prima, ma vengono pagate per smaltirla».
Durante la conferenza si è parlato dell’ubicazione di questi impianti nel territorio agricolo.
«La normativa nazionale dice di no ad impianti industriali in aree agricole a meno di una modifica del piano regolatore. La V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) permette di sottoporre un progetto a studio di impatto ambientale. Questo studio è eseguito da professionisti che apponendo la propria firma potrebbero un domani essere denunciati dalla popolazione in caso di eventuali danni».
Quali conseguenze può avere secondo lei il funzionamento di una centrale a biomasse in territorio agricolo?
«Alle conseguenze precedentemente citate si devono aggiungere quelle del danno d’immagine.
Chi vorrà acquistare prodotti biologici, D.O.P. e altri prodotti tipici provenienti da zone in cui sorgono centrali del genere? Senza contare poi che in certi casi, dopo analisi di laboratorio si potrebbero trovare valori fuori norma, specialmente riguardo le polveri sottili e la diossina. In questo caso i sacrifici e il lavoro dei coltivatori verrebbero vanificati».
Abbiamo parlato di combustibili ed emissioni. Quali altre conseguenze a suo avviso comporta una centrale a biomasse?
«Un altro elemento è costituito dal rumore. Si tratta, infatti, di motori marini modificati al cui rumore si somma quello derivato dai mezzi di trasporto che approvvigionano la centrale. Nella provincia di Pesaro e Urbino un impianto è stato bloccato proprio per questo motivo.
Non va sottovalutato anche l’inquinamento elettromagnetico causato dai tralicci che sorgono per trasportare l’energia elettrica. Inoltre, bisogna considerare che ad essere degradato è anche il paesaggio e la città a causa dei fumi che intaccano i monumenti. Posso affermare che queste centrali riducono sia il territorio sia la qualità del territorio».
In che misura una centrale influisce sulla crescita occupazionale?
«In realtà queste centrali assorbono pochissimi posti di lavoro, al massimo una decina di unità essendo controllate con sistemi informatici».
E l’indotto?
«L’indotto è rappresentato dagli autotrasportatori che lavorerebbero a prescindere dal tipo di prodotti trasportati e dalle imprese edili che terminata la costruzione esauriscono il loro compito. Si tratta di una delle attività a minore intensità occupazionale (intesa come rapporto tra capitale investito e posti di lavoro) al contrario degli insediamenti che utilizzano pannelli fotovoltaici».
sabato 30 maggio 2009
Montanari a Mafalda: la realtà delle cose...
Con grande chiarezza, Stefano Montanari ha spiegato ai tanti presenti cosa sono le micropolveri, da dove provengono, come si formano e come entrano nell' organismo umano. "Le polveri sottili sono nocive per la salute umana, e questo è noto a livello di Unione Europea", ha affermato lo scienziato, che poi ha citato il rapporto EEA 2/2007 secondo il quale "per il particolato non esiste alcun livello di sicurezza".
Quindi il discorso si è spostato sull' incenerimento. Una centrale a biomasse brucia queste biomasse, per questo è un inceneritore; dal processo di combustione si sprigionano le polveri sottili e non c'è filtro al mondo che possa trattenerle. Inoltre le ceneri prodotte hanno bisogno di una discarica speciale, che sarebbe molto più inquinante di una discarica normale.
A favore delle biomasse si sono pronunciati diversi "scienziati": un argomento che ci è stato addotto qualche volta dai favorevoli al "Progetto Mafalda". Ebbene Stefano Montanari ci ha messo in guardia da questa persone, che di scienza non sanno niente, ma sono semplicemente pagati (tanto!) per affermare certe cose.
Un altro dei temi per cui si dovrebbe essere pro biomasse è il presunto bisogno di energia che esse andrebbero a soddisfare. A tal proposito, l' Autorità per l' Energia Elettrica e il Gas afferma che "in Italia l' offerta di energia supera significativamente la domanda". Il prof. Montanari ha anche indicato una delle possibili fonti alternative di energia, pulita e rinnovabile: il solare. Basterebbe solo avere la voglia di investire in ricerche serie sul settore...
A conclusione del suo intervento, Stefano Montanari ha affermato che la centrale a biomasse che dovrebbe sorgere a Mafalda è enorme e porterebbe nient' altro che inquinamento, malattie e morte.
Al più presto vi daremo l' occasione di poter vedere il video dell' intervento, così da permettere anche a chi non è potuto essere presente ieri sera di sentire l'illustre intervento.
Noi Giovani Mafaldesi ribadiamo la nostra gratitudine al prof. Montanari, che ha dimostrato di essere un grande uomo oltre che un grande scienziato, una persona che ama il suo mestiere ma anche il mondo e la vita. Siamo inoltre contenti di aver visto tanta gente in piazza, tra cui anche tanti amici di altri paesi. Un grazie va anche ad Antonio Fasciano, un'altra persona che sta mostrando di amare la nostra terra.
Ci chiediamo, invece, perché gli organi di informazione locali erano pressoché assenti. Quale evento più importante della presenza di uno scienziato di livello mondiale si è tenuto ieri sera nella nostra piccola regione?! Siamo profondamente indignati.
E poi, da giovani, non abbiamo potuto fare a meno di notare un'altra assenza, quella che più ci dispiace e ci fa pensare: una delle liste candidate alle elezioni presenta diversi giovani tra le sue file, ha addirittura un candidato sindaco giovane; ebbene tutti questi giovani non erano presenti... Milo, Luca, Emilio, Stefano, Luigi e, soprattutto, Paolo, dove eravate giovedì sera? Quale grande impegno vi ha impedito di essere in piazza? Questa è la grande novità che voi veri giovani portate al modo di far politica nel nostro paese, la mancanza di ascolto? Proprio giovedì mattina, su un giornale, abbiamo letto un' intervista rilasciata da Paolo nel quale lui dice che l' ambiente è uno dei punti salienti del programma della sua lista: perché non siete venuti a sentire uno scienziato che ha parlato anche di ambiente? Credete davvero che un giovane possa "pianificare il proprio futuro senza necessariamente andare via dal paese" dopo quello che ha sentito l' altra sera?
domenica 24 maggio 2009
Finalmente Montanari
Molti si stanno chiedendo come mai il nostro blog sembra quasi morto, bè è molto semplice: quello che i giovani mafaldesi avevano da dire, sul progetto della centrale a biomasse, è pressochè terminato (speriamo), pensiamo di aver smosso un po le acque, e ora che la campagna elettorale è nel pieno noi non vogliamo metterci in mezzo ne alimentare polemiche, ovviamente se a elezioni terminate ci sarà ancora il pericolo (e ripeto speriamo di no) di questa centrale, noi torneremo esattamente come prima, perchè come abbiamo gia detto, quello è il nostro obiettivo primario.Le cose che c'erano da dire sono state dette pressochè tutte, quelle che ancora non sapete le dirà il dottor Montanari, che parlerà il 28 di questo mese alle ore 20,30 in piazza della Libertà a Mafalda, per il bene dei mafaldesi.
Sarà un ottima occasione anche, per tutti quelli che gli hanno dato del ciarlatano su questo blog, per sentire con le loro orecchie un vero esperto parlare di cose che conosce bene e non le solite propagande fini solo agli interessi di chi le fa.
Un esperto di cui parliamo da tempo, e che qualcun'altro fortunatamente ha chiamato a Mafalda, quindi invitiamo tutti a partecipare!
mercoledì 6 maggio 2009
In cammino verso la verità...
Inchiesta Biopower, manager sotto torchio
VOLEVANO TRASFORMARE LA CENTRALE A BIOMASSE IN INCENERITORE.
Dalle intercettazioni emergono particolari raccapriccianti.
Gli articoli de “La Repubblica-Napoli” e di comunedipignataro.it sullo tsunami giudiziario "bipartisan” che riguarda la politica locale
Ad oggi risulta ancora aperto il cantiere per la realizzazione della centrale a biomasse in località via del Conte, malgrado di fatto non ci sia un “direttore dei lavori”, agli arresti a seguito dello
scandalo che ha condotto ai domiciliari o in carcere 23 persone ed alla posizione di “indagato a piede libero” altre tre persone.
Tra gli indagati il sindaco Magliocca e l’assessore regionale Cozzolino (sottoposti a perquisizione) e Nappi, capo della segreteria del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Intanto
le indagini si concentrano su un giro di tangenti non ancora tracciate che sarebbero
passate per la repubblica di San Marino per giungere in Svizzera. Dalle intercettazioni,
emergono dei particolari raccapriccianti. In una intercettazione telefonica si sente
infatti l’imprenditore Giampiero Tombolillo che riferisce di una “trasformazione della
centrale a biomasse in un inceneritore”.“…e praticamente viene fuori cioé…grazie
alla Regione Campania ..ed in particolare all’assessore Capobianco.. stiamo
trasformando un impianto a biomasse in un termovalorizzatore di produzione di
energia…”. Queste le incredibili parole di Tombolillo, ma il sindaco Magliocca continua
ad essere convinto, da un punto di vista politico, della bontà dell’operazione e del
ritorno che ne dovrà ricevere la comunità..
Non è chiaro come una tale operazione sarebbe stata possibile, data la diversità
del forno di una centrale a biomasse da quella di un termovalorizzatore e –
soprattutto – data la necessità di richiesta di una valutazione di impatto ambientale che
per la centrale di via del Conte non c’è mai stata.
Aspetto, quest’ultimo, su cui è indispensabile fare assoluta chiarezza. Non è pensabile che si stesse per realizzare un vero e proprio delitto ambientale ai danni dei pignataresi, sotto i loro stessi occhi e senza che questi se ne rendessero conto.
La chiusura del cantiere fino a nomina del nuovo direttore dei lavori sarebbe davvero
poca cosa rispetto alla prospettiva di trovarsi un inceneritore sotto casa!
Intanto quella che i media nazionali iniziano ad assimilare al “sistema Romeo”,
made in Caserta, ha, a nostra memoria, battuto un triste record. Pare infatti che
non ci siano precedenti di sequestri ed arresti presso gli uffici del “Genio Civile”
nella nostra nazione. Questo perché, fino a pochi anni fa, questo ente non aveva quasi
alcuna funzione di controllo sugli atti depositati.
(Comunedipignataro.it )
***
INCHIESTA BIOPOWER, LA PROCURA METTE IL SEGRETO AI VERBALI
Ha risposto alle domande del giudice per oltre tre ore. E alla fine
dell´interrogatorio, i magistrati hanno deciso di segretare il verbale firmato
dall´imprenditore romano Renzo Bracciali, titolare della Biopower spa, in carcere con
l´accusa di associazione per delinquere nell´ambito dell´inchiesta sulle “centrali
da biomasse” che ha portato martedì scorso all´arresto di 23 persone e alla notifica di
un avviso di garanzia per corruzione nei confronti dell´assessore regionale alle
Attività produttive Andrea Cozzolino e Gianfranco Nappi, capo della segreteria del
governatore Bassolino.Dunque l´indagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sembra giunta allo svincolo più delicato proprio a metà della tornata di interrogatori “di garanzia” degli indagati finiti agli arresti. Basti pensare
che nella cassaforte di una delle due società di Bracciali i finanzieri avevano trovato documenti su movimentazioni bancarie quanto meno sospette, come i bonifici ordinati da una società fiduciaria con sede a San Marino verso due conti correnti accesi a Lugano e intestati ai nomi di fantasia
“Lorgec” e “Fanfara“. E anche di questo, è facile immaginarlo, avrà parlato ieri
mattina l´imprenditore rispondendo al giudice Paola Cervo alla presenza
dell´avvocato Mario Girardi, che lo assiste insieme a Franco Coppi, e al pm Maurizio
Giordano, titolare del procedimento con il coordinamento dei procuratori aggiunti Luigi
Gay e Paolo Albano e del procuratore capo Corrado Lembo. Nel pomeriggio, e per più di
cinque ore, è stato interrogato Giampiero Tombolillo, principale collaboratore di
Bracciali e amministratore di Biopower, difeso da Mario Girardi, Giuseppe De Angelis
ed Emilia Granata. In questo caso il verbale non è stato segretato. «Tutti i chiarimenti
possibili sono stati forniti - dice l´avvocato Girardi - anche con riferimento
ad altri coindagati. Leggendo l´ordinanza si comprende chiaramente come ci sia una
lettura molto forzata e in alcuni punti fantasiosa dei fatti». I difensori dei due
imprenditori hanno presentato istanza di scarcerazione. Domani il pm esprimerà il
parere.Giovedì aveva ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari, con il parere
favorevole della Procura, il dirigente regionale Vincenzo Guerriero, accusato di
associazione per delinquere perché sospettato di aver «predisposto decisioni
comunque favorevoli alle società di Bracciali amministrate da Tombolillo».
Afferma l´avvocato Aniello Chieffo, che assiste Guerriero insieme a Enrico Tedesco:
«È stato un interrogatorio pienamente collaborativo. Il nostro cliente ha risposto
a tutte le domande, determinando l´affievolimento delle esigenze cautelari».
Il giudice Paola Cervo proseguirà nei prossimi giorni gli interrogatori degli
arrestati. Dopo i dieci raggiunti da ordinanza in carcere, toccherà a quelli che
si trovano agli arresti domiciliari.
Mercoledì ad esempio sarà il turno di Francesco Capobianco, assessore alla
Provincia di Caserta (difeso dall´avvocato Vittorio Giaquinto) indagato per corruzione
che ieri ha ricevuto la solidarietà dei capigruppo di maggioranza.La difesa di tutti gli indagati deciderà all´esito degli interrogatori se proporre ricorso al Tribunale del Riesame. La stessa
opportunità è al vaglio dell´avvocato Giuseppe Fusco, difensore di Cozzolino e
Nappi, che potrebbe rivolgersi al Riesame per chiedere la restituzione dell´agenda
sequestrata all´assessore regionale nel corso della perquisizione di martedì. I due
esponenti del Pd si sono detti nei giorni scorsi completamente estranei a qualsiasi
condotta illecita.
(LaRepubblicadiNapoli, 03/05/09)
mercoledì 29 aprile 2009
L'ennesimo scandalo
Centrale a biomasse, finisce in manette Capobianco pretoriano di De Franciscis
L'ex assessore è stato arrestato assieme ad altre ventidue persone tra cui funzionari della regione e del Genio civile
Franco Capobianco (a sinistra) con De Franciscis
CASERTA - La bufera è scoppiata alle prime luci dell'alba quando le macchine della guardia di Finanza hanno cominciato a solcare le strade del casertano e del napoletano. Arrestato e messo ai domiciliari Franco Capobianco, ex assessore della disciolta giunta de Franciscis, esponente del Pd (è stato sospeso dal partito) che è finito in manette assieme a Eugenio di Santo, un consulente dell'assessorato alle attività produttive che abita a Sant'Arpino e che anche lui è legato al Pd. L'inchiesta dei sostituti procuratori sammaritani (l'ordinanza è composta da 180 pagine) riguarda la costruzione di una centrale a biomasse a Pignataro. L'ordinanza parla di tangenti, pressioni e intimidazioni.
Contro la realizzazione della centrale a biomasse si svolsero manifestazioni e l'esponente del centrosinistra Raimondo Cuccaro ricevette pressioni per non effettuare queste proteste, mentre l'esponente della maggioranza, attraverso una sponsorizzazione alla squadra di calcio della quale era presidente, dette il suo voto favorevole alla realizzazione. L'arresto di Capobianco ha provocato l'ennesimo terremoto nel Pd casertano già travolto da alcuni scandali che hanno portato alla sospensione dal partito di alcuni importanti esponenti. Dopo il caso di Angelo Brancaccio (trasmigrato nell'Udeur) c' stato lo scandalo che ha coinvolto il vicepresidente dell'Asi Natale e ora quello che riguarda l'ex potentissimo assessore che da bassoliniano di ferro era diventato un rutelliano, la prima linea dei «riformisti coraggiosi» del presidente de Franciscis. proprio dopo le dimissioni per l'incarico a Lourdes all'interno del Pd si era scatenata una battaglia per arrivare a far nominare un «vice» a de Franciscis che non ha voluto saperne di una tale soluzione.
Favori in cambio di posti di lavoro nella centrale a biomasse. Questa l’ipotesi accusatoria della Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Franco Capobianco, ex assessore alle attività produttive della Provincia di Caserta. Dalle risultanze dell’inchiesta sulla centrale di Pignataro Maggiore (Caserta), infatti emerge come l’ex assessore sia accusato, di «avere assicurato , per suo tramite, il sostegno pubblico ed amministrativo alla realizzazione della centrale a Pignataro Maggiore e di avere dissuaso un consigliere di minoranza del Comune di Pignataro, della sua stessa area politica, dalle proteste e dalle denunce pubbliche sulle modalità di autorizzazione della costruzione della centrale». Secondo quanto emerso dai dettagli dell’operazione «Biopower» della Guardia di Finanza di Caserta e della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Capobianco avrebbe in cambio accettato la promessa, fattagli da Tombolillo di assumere, su sua indicazione, personale in occasione dell’apertura della centrale. L’ex assessore è anche a accusato di avere ottenuto l’assunzione di un suo segnalato come consulente del gruppo di uno dei due imprenditori romani arrestati. Capobianco ha così conseguito accresciuto il suo consenso elettorale in coloro che avrebbero beneficiato delle assunzioni.
Le opposizioni hanno sempre denunciato la situazione all'interno della provincia per quanto riguarda una serie di incarichi. Ora però trovano che questa rete di rapporti per la realizzazione della centrale alle biomasse visto che un consigliere comunale della maggioranza (di centrodestra) alla conferenza di servizi ha votato a favore dell'impianto. Soddisfatti coloro che avevano organizzato le manifestazioni. Alla fine hanno avuto loro ragione e gli altri, gli arrestati, torto.
28 aprile 2009
Link alla pagina:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/caserta/notizie/cronaca/2009/28-aprile-2009/centrale-biomasse-finisce-manette-capobianco-pretoriano-de-franciscis-1501303966234.shtml
sabato 11 aprile 2009
Un mancato intervento
«Cari amici del blog di Mafalda, vi ringrazio di avermi chiesto, tramite la gentile Aurelia, di scrivere questa mia per invitarmi ad esprimere cio' che non ho potuto dire all'incontro svoltosi domenica scorsa.
Permettetimi di presentarmi, mi chiamo Adriano Mei, sono quasi sessantenne, sposato con due figlie e, spero solo per il momento, nessun nipote. Di professione sono un piccolo imprenditore, settore edile e depurazione acque, abito a Montemaggiore al Metauro (PU).
Non immaginavo di occuparmi di cose come gli inceneritori, non chiamatela centrale di produzione elettrica a biomasse, è un inceneritore perche' brucia ed è indifferente il materiale combusto, finche', sul finire del 2005, la Regione Marche non prescrisse, cioe' ordino', la costruzione di un inceneritore a biomasse in quel di Schieppe di Orciano (PU), a circa due kilometri dalla mia residenza, senza neppure degnarsi di informare i cittadini.
Cominciammo, a marzo del 2006, una dura battaglia contro questa decisione, battaglia che tuttora prosegue. Siamo riusciti prima ad invalidare la prescrizione, in seguito ad impedire qualsiasi tentativo, della Regione e del proponente, di mettere mano alla costruzione dell'impianto. La mobilitazione dei residenti ha finito per coinvolgere i Sindaci dei Comuni interessati piu' direttamente, 6, nonche' quelli di altri 8 Comuni.
Abbiamo fatto come voi : prima ci siamo informati, poi abbiamo informato la popolazione e quindi abbiamo usato tutti gli strumenti, leggitimi e democratici, dalle manifestazioni ai ricorsi legali alle ingiunzioni contro funzionari ed amministratori responsabili dei provvedimenti, per i danni che l'inceneritore avrebbe arrecato al patrimonio, alla salute ed all'esistenza delle famiglie interessate.
Potrete trovare la nostra storia sul sito http://www.comitatinrete.it/.
Abbiamo chiamato in nostro aiuto medici, scienziati, economisti , tecnici ed anche filosofi e studiosi di etica.
Uno dei primi che accorse fu il dr. Ferdinando Laghi, ematologo di Castrovillari (CS), e ci insegno' che portare la solidarietà concreta era un dovere per lui. Ecco perchè mi sono sentito in dovere di accogliere l'invito e di venire a trovarvi.
Non ho potuto parlare, ma ho trascorso un gran bel pomeriggio, un po' ventoso direi, assistendo prima all'incontro, e poi parlando con il Presidente, Aurelia, Antonio e gli altri.
Ecco le cose che avrei voluto dire :
1) che sono orgoglioso di essere definito un nimby. Ci tengo a che il mio giardino sia pulito, e forse se tutti si comportassero come me l'intero mondo sarebbe piu' pulito. Trovo invece singolare che un Sindaco propugni l'idea di sporcare il suo Comune, anche se fa cio' in nome di un improbabile progresso.
2) che l'inceneritore è tutt'altro che innocuo. Il Sindaco ha piu' volte ripetuto che l'impianto non fa alcun male alla salute, come riconosciuto da tutti. Tutti chi ? Basterebbe leggere il parere positivo rilasciato dalla Regione Molise. In esso si autorizza, per l'impianto l'emissione di quantità limitate di diossina. Avrei chiesto cosa significa limitate visto che la diossina, ma anche i furani ed il particolato, sono forti fattori di inquinamento capaci prima di intaccare l'apparato respiratorio, poi alla lunga di produrre malattie, indebolimento dell'apparato circolatorio fino alle neoplasie, cioe' cancri. E l'inquinamento prodotto da questi fattori permane per periodi lunghissimi, intacca i suoli e, tramite la catena alimentare, minaccia l'uomo al di la' della sola emissione. Al Sindaco, ha piu' o meno la mia età, gli avrei chiesto se si ricordava di Seveso.In ogni caso, l'Amministrazione Comunale farebbe bene a chiedere il parere scientifico dell'IST, Istituto superiore dei Tumori, un istituto pubblico con sede a Genova. Il mio Comune l'ha fatto e potrete trovare sul sito indicatovi la risposta dell' IST, negativa, cioe' l'inceneritore a biomasse è in grado di nuocere alla salute.
3) il progetto Mafalda. Vi sono idee buone in quel progetto, ma tutto ruota attorno ad un perno che lo rende impraticabile. Il perno è dato dagli introiti che il Comune riceverebbe con la costruzione e la gestione dell'impianto. Non è stato detto, con la dovuta chiarezza, che la produzione di energia elettrica tramite combustione di qualsivoglia sostanza (biomassa, tra l'altro esausta nel vostro caso, o rifiuti) è antieconomica. Cioe' e' in perdita. Per arrivare all'utile, la ditta deve ricevere i cosiddetti certificati verdi, nel vostro caso e con un calcolo approsimativo circa 12 milioni di Euro garantiti per 15 Anni. Ma i certicati verdi, di emanazione europea, sono dati per la produzione di energia elettrica, ma a condizione che tutta l'energia sviluppata dalla combustione sia utilizzata. L'Europa cassa qualsiasi contributo se non viene rispettata questa parte della normativa. Ora l'incenerimento non produce energia elettrica, bensì energia termica. Solo non piu' di un terzo dell'energia termica si puo' trasformare, tramite appositi macchinari, in energia elettrica. Ed il resto ? Ha detto il Sindaco, e l'ho trovato scritto nel depliant dell'azienda proponente, che il resto, tramite il teleriscaldamento, andra' a servire le serre per circa 15 ettari coperti !?!?Ma un conto è il dire, un conto il fare. Chi finanzierà i progetti relativi, chi produrra' le derrate, quali aziende si sono impegnate ? Attenzione il costo di questa operazione è molto elevato.
A quel punto avrei fatto una domanda al Sindaco Valentini. Gli avrei chiesto : "Sig. Sindaco lo sa che senza l'utilizzo di tutta l'energia prodotta, l'Europa non finanzierà mai quell'impianto ? " Se è cosi' (e ciascuno puo' controllare ciò che affermo: basta inviare una richiesta di chiarimenti alla UE, di solito rispondono in un mese) tutto l'ambizioso progetto Mafalda sembra piu' simile ad un castello di sabbia, che ad una robusta costruzione programmatica. Notate che qualsiasi cittadino europeo puo' ricorrere alla Ue ed alla Corte Europea per ottenere giustizia.
4) La democrazia. Nell'incontro è stato affermato che in occasione delle elezioni amministrative, i Mafaldesi (spero che si dica cosi' abbiate la cortesia di scusarmi se mi sbaglio) decideranno democraticamente il futuro.
La democrazia non è soltanto il voto. La democrazia è un sistema di regole, di leggi, di amministrazione che non puo' mai conculcare il diritto individuale. Che razza di democrazia sarebbe se la maggioranza, che puo' cambiare le leggi, si permettesse di ignorare i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle normative Europee? Parlo del diritto alla vita, alla proprietà, alla certezza del diritto. Ebbene i danneggiati, cioe' i cittadini colpiti nei loro diritti, perche' non dovrebbero difendersi con i mezzi previsti dall'ordinamento giuridico ? Non sono ne' egoisti ne' insensibili, esercitano cio' che è proprio di una democrazia, il loro ruolo di cittadini danneggiati.
5) Avrei quindi concluso con una domanda: "Credete che la ditta pagherebbe tutti quei soldi, se l'impianto non fosse un impianto nocivo di prima classe ?" Credo proprio di no, ed allora perche' i soldi li dovrebbe avere il Comune e non direttamente i cittadini danneggiati ?
Vi ringrazio dell'invito, della cortesia e colgo l'occasione per salutare gli amici che mi hanno invitato. E' valsa la pena venire a Mafalda per incontrare tanta gente generosa ed ospitale. Grazie ed arrivederci.
Adriano Mei »
I Giovani Mafaldesi ringraziano l' amico Adriano per il puntuale intervento. Purtroppo le sue domande sono rimaste senza una risposta, come le nostre, del resto! Ci dispiace anche che l' incontro sia finito nel modo "democratico" che tutti sappiamo: sicuramente ci sarebbero stati altri interventi interessanti come questo.
lunedì 6 aprile 2009
Emergenza
I Giovani Mafaldesi vogliono, con questo post, esprimere tutta la loro solidarietà a tutte le persone colpite dal terremoto di questa notte.Tutti noi sappiamo cosa vuol dire essere vittime di questi tristi eventi, anche se nessuno di noi si è mai trovato in una situazione cosi grave.
Vi invitiamo tutti a partecipare alle iniziative e a renderci note eventuali altre
-L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI TIPO 0 RH NEGATIVO. Per INFO 06 491340
lunedì 30 marzo 2009
Il "Progetto Mafalda": la soluzione alla crisi mondiale
Purtroppo nessuna tv locale si è degnata di seguire gli eventi mentre soltanto un quotidiano regionale ha inviato un giornalista in palestra: evidentemente a Campobasso e dintorni succedono cose più importanti. Noi Giovani Mafaldesi invece erevamo presenti ad entrambi gli incontri...
L' incontro a San Felice. Davanti a una folla di circa 150 persone, dipendenti Smi e non, provenienti da San Felice, Mafalda, Dogliola, Tufillo e Fresagrandinaria, sono intervenuti sindaci, consiglieri provinciali, il presidente della provincia di Campobasso, rappresentanti dei sindacati e Lui: il Nostro Signor Sindaco Nicola Valentini. In un trionfo di retorica e discorsi fumosi, tra le tante parole spese, quelle che hanno attirato maggiormente la nostra attenzione sono state pronunciate dal Nostro, riguardanti (indovinate?) il mitico "Progetto Mafalda". Circa 150 operai perderanno il posto di lavoro a causa della dismissione degli impianti della Smi? Niente paura, c'è il "Progetto Mafalda"! La valle del Trigno tutta è in crisi occupazionale? Grazie a Dio c'è il "Progetto Mafalda"!! La crisi è mondiale? Allora non avete capito niente!?! Il "Progetto Mafalda" è la risposta!!! "Altro non c'è!", ha affermato orgoglioso (arrogante) il Sindaco Valentini. Lui che - poverino - è stato colpito da un fulmine a ciel sereno quando i dirigenti Smi gli hanno comunicato che presto chiuderanno gli impianti (peccato però che ci risulta che siano soci in affari Valentini e Marrollo) ha però subito pensato ad un grandioso piano di rilancio del territorio che occuperebbe non solo gli attuali 150 operai, ma arriverebbe a dar lavoro ad 860 (!) persone. Ma noi siamo troppo egoisti o strumentalizzati ed anche abbastanza ignoranti da non capire...Peccato però non aver ottenuto una risposta alla nostra domanda su quali siano i reali interessi della Smi nel "Progetto".
Abbiamo ottenuto comunque una piccola grande conquista dall' assemblea mattutina: il presidente della provincia di Campobasso, Nicola D'Ascanio, ci ha garantito che L' Ente che rappresenta sarà al nostro fianco nel contrastare la costruzione della Centrale a biomasse perché "la produzione energetica", queste le sue parole, ormai "è diventata soltanto una questione affaristica".
Ed ora veniamo al dibattito pomeridiano.
Ad accogliere una folla di oltre 250 cittadini, mafaldesi ma non solo, c' erano il Nostro Signor Sindaco Nicola Valentini e tutta la sua fedelissima Amministrazione: là seduti ad un tavolo, sul palco, sembravano il noto quadro di Leonardo da Vinci "L' ultima cena"; visto il periodo pasquale, la scenetta sembrava studiata ad hoc con Lui al centro nel ruolo di Nostro Signore e con tanto di Giuda Iscariota (preghiamo la persona interessata di non averne a male, Gesù avrebbe ragione di offendersi molto di più a nostro parere) che lo ha già abbandonato per tradirlo, sedendosi tra il pubblico.
Le premesse sembravano incoraggianti: scopo del pubblico dibattito era creare un clima di dialogo attorno al "Progetto Mafalda", per spazzar via ogni dubbio ed ogni timore sulla pericolosità della centrale a biomasse; in democrazia, in fondo, si fa così! E poi via al solito comizio valentiniano, un lungo monologo che tesseva le lodi della sua Idea e ci illustrava le “magnifiche sorti e progressive” di cui beneficierà Mafalda. Le nostre orecchie incredule hanno ascoltato numeri mirabolanti sia per quanto riguarda i dati sull'impiego sia per quelli sulle ricadute economiche. Ma noi, “egoisti strumentalizzati ignoranti”, siamo anche degli intellettualoidi codardi e non capiamo che il "Progetto Mafalda è la risposta.
Credete sia tutto?
Aspettate...
La Creatura del Signor Sindaco sarebbe potuta nascere prima, già dal primo gennaio di quest'anno, ma noi terroristi psicologici per giunta autolesionisti abbiamo rimandato il suo Avvento con le proteste e i ricorsi al Tar. La panacea di tutti i mali, il "Progetto Mafalda" arriverà più tardi.
Ed ecco il coupe de théatre: sospendiamo tutto fino al primo luglio, cioè dopo le comunali! Nicola Valentini, novello Ponzio Pilato, si lava le mani e lascia noi elettori liberi di decidere le sorti del Progetto, di sostenerlo o di demolirlo.
(Effettivamente i termini libertà di decisione e Nicola Valentini messi vicini sembrano, anzi, sono un grande ossimoro...)
E poi, vestito da starter di gare automobilistiche, il Signor Sindaco spara in aria il colpo di pistola che dà il via ufficiale alla campagna elettorale. Da una parte lui e il suo Progetto, il Bene Assoluto e la sua manifestazione, dall' altra chi non capisce e chi non vuol capire, a braccetto con Satana.
L' Armageddon ci sarà il 7 e l' 8 giugno. (Convertitevi e credete al Vangelo secondo Nicola!)
Siccome la magnanimità del Sindaco è senza pari, anche a noi umili cittadini viene concesso il diritto alla parola e ad ottenere persino una risposta da sua Bontà. Così, dopo il tormentato intervento di Fausto Matassa e il puntuale argomentare di un signore di Dogliola ricordiamo che questo paese sarà colpito solo dai lati negativi del progetto, e non da quelli ipotetici positivi come Mafalda), arriva il nostro turno.
Noi Giovani Mafaldesi facciamo ascoltare l'audio estratto dal video pubblicato nel post precedente e chiediamo al Sindaco il perché dell' incongruenza tra quelle parole e la realtà attuale; gli chiediamo se gli sembra che nel paese sia stata raggiunta una grande coesione sociale attorno al Progetto; ancora, perché nonostante abbia ripetuto per tre volte (con un sorriso che, però, è visibile solo dal video) che "questo è un argomento da referendum" e nonostante le nostre tre lettere che lo richiedeveno (il numero ricorre, ma siamo vicini alla notte in cui Pietro rinnegò per tre volte Gesù), di questa consultazione non c'è ombra; infine rivolgiamo le stesse domande ai giovani dell'amministrazione: tra coetanei magari ci si capisce meglio...
Ci viene chiesta un pò di pazienza, otterremo le nostre risposte quando saranno finiti gli interventi.
Cioè: mai!!! Prendono la parola un portavoce di Mafalda Viva, Biondo Mastrangelo, il presidente regionale del WWF Giuseppina Nigro (che ringraziamo per la sua presenza e per le cose di cui ci ha portato a conoscenza), Sandro Colagioia e infine Roberto Mastrangelo che pone una domanda a noi.
Siamo all' atto finale. Il nostro portavoce si alza per raggiungere l' amico e rispondergli, subito, davanti a tutti ma "siamo in democrazia, di grazia!", esclama irritato il sindaco, "hai già parlato, lascia parlare gli altri!"; questo scatena le ire di parte degli intervenuti mentre il Giovane Mafaldese (nella foto) se ne torna al suo posto.
Ma la democrazia è democrazia ed ha le sue regole, bisogna ascoltare tutti, non sempre gli stessi!! Allora il Sindaco, stanco di questo deficit democratico e di sentire sempre la stessa voce (la sua!!!), prende la decisione più democratica di tutte: si alza e se ne va.
Giù il sipario.
La sceneggiata è finita prima del previsto e gli attoniti consiglieri comunali, evidentemente imbarazzati e spiazzati dalla decisione del Capo, si precipitano in una repentina ritirata.
Anche questa volta il confronto con il sindaco non c'è stato.
Le nostre domande restano senza risposta. I consiglieri hanno dimostrato di non essere in grado di assumere una propria posizione, forse perché non ce l' hanno. I signori investitori della Dafin non si sono nemmeno degnati di intervenire. Nessun esperto, nessuno scienziato ci ha assicurato e fornito prove che la centrale a biomasse non fa male. In sostanza, una vittoria per il nostro fronte? Probabilmente si. Ma ancora una volta la grande sconfitta è la democrazia a Mafalda.
Ai Giovani Mafaldesi non resta altro che questo appello: tutti alle ruspe, DEMOLIAMO IL PROGETTO MAFALDA!!!
domenica 29 marzo 2009
Il giorno della verità
Stiamo preparando un resoconto accurato della giornata, nel frattempo vi proponiamo un video di vecchia data (di cui l'audio è stato fatto ascoltare pubblicamente proprio oggi), il video della serata in cui l'amministrazione di Mafalda, tra vino e tarallucci, presentò il "Progetto Mafalda";
questo è solo un piccolo riassunto del video che durava circa 2 ore, ma non per travisare i contenuti, bensì perchè la maggior parte della serata verteva sull'argomento "famiglie venezuelane" (che noi non discutiamo),e ben poco si è parlato, mischiando a altre energie alternative, della famigerata centrale.
Dopo queste puntualizzazioni fondamentali buona visione...
Visto questo video da noi montato (i suoni sono stati montati per far risaltare i punti che a nostro parere sono quanto meno bizzarri) la situazione attuale si è invertita: di famiglie venezuelane ancora neanche l'ombra, cosi come delle altre energie alternative, mentre per la centrale ci si è mossi molto e velocemente...
A voi i commenti...
venerdì 27 marzo 2009
Esempi da imitare
Possiamo tutti notare come il caso in questione sia molto simile alla vicenda che da mesi attanaglia il nostro paese, con la differenza che a Mafalda il sindaco è il più forte sostenitore del progetto, mentre a Fragagnano il sindaco “FACENDOSI PORTAVOCE DELLE PREOCCUPAZIONI DELLA POPOLAZIONE” ha ritenuto opportuno SCONGIURARE un simile rischio e cercare soluzioni alternative per lo sviluppo del paese.
Il sindaco di Fragagnano sottolinea il fatto che “E’ STATA UNA BATTAGLIA DIFFICILE, MA L’ABBIAMO VINTA, PASSANDO PER UNA RACCOLTA DI FIRME (3000) E LA PROPOSTA DI UN REFERENDUM”.
Il sindaco: «Ho vinto»
martedì 24 marzo 2009
FRAGAGNANO - Non ci sarà nessuna centrale termoelettrica a biomasse. La conferenza di servizi ha accettato le osservazioni dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Teresa Alfonso. L’impianto avrebbe dovuto nascere in contrada Cazzato a pochi chilometri dal centro abitato e nelle vicinanze delle discarica. La battaglia contro la centrale è cominciata prima del 2007, quando l’attuale sindaco era seduta tra i banchi di opposizione. “Mi feci portavoce delle preoccupazioni dei cittadini - ha spiegato questa mattina in conferenza stampa - perchè l’impatto ambientale sul territorio sarebbe stato notevole. Il timore era che, non essendoci produzioni di biomasse nelle vicinanze, quella centrale avrebbe finito per bruciare i rifiuti della discarica. In più ci sarebbe stato un incremento di smog per la presenza sul territorio di camion diretti all’impianto. Insomma è stata una battaglia difficile, ma l’abbiamo vinta, passando per una raccolta di firme (3000) e la proposta di un referendum. Anche la Regione e l’Arpa ci hanno dato ragione bloccando, con il loro parere negativo, l’autorizzazione che l’ex sindaco Spada aveva rilasciato alla società Setrif”. E’ tutta incentrata sulla tutela della saluta pubblica la conferenza stampa indetta stamane dal sindaco. Con lei c’erano l’assessore all’ambiente Vincenzo Di Maggio e l’assessore al bilancio Giuseppe Fischetti. Altri temi affrontati sono stati, infatti, gli impianti fotovoltaici installati sulla casa comunale e sulla scuola “De Amicis” e l’atto di indirizzo voluto dalla giunta per invitare i privati a installare impianti fotovoltaici sul territorio comunale. “I pannelli sistemati sul Municipio e sulla scuola - ha commentato il primo cittadino - ci stanno già dando i primi frutti. Uno schermo, in Comune, ci dice giorno per giorno quanto risparmiamo in materia di consumo di energia elettrica”. Maria De Bartolomeo
A Mafalda però le cose vanno diversamente…
Certamente però episodi come questi possono farci ben sperare!
E A PROPOSITO DI ESEMPI, L'APPELLO DEI GIOVANI MAFALDESI, PER L'INCONTRO CON LA DAFIN DI DOMENICA, E' DI PARTECIPARE, POTREMO ESSERE IN TANTI A FAR SENTIRE IL NOSTRO NO, E SE CHI DI DOVERE NON CI ASCOLTERA' ALMENO CI ASCOLTERANNO LE PERSONE...
lunedì 23 marzo 2009
RELAZIONE SULLA CENTRALE A BIOMASSE DI MAFALDA del dott. Salvatore Giuliano Franco
Pubblichiamo, per tutti coloro che volessero informarsi in merito, la relazione redatta dal Dott. Salvatore Giuliano Franco (esperto in strategie aziendali) sul progetto dell’inceneritore di Mafalda, e da egli illustrata nel convegno didattico organizzato dall’Associazione Mafalda Viva il 21/02/2009 presso la palestra comunale.
N.B. In aggiunta, nei prossimi giorni, pubblicheremo dei chiarimenti tecnici del prof. Gianni Tamino, (biologo membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, esperto sulle centrali termoelettriche a biomasse), riguardo dette centrali. Domande e risposte che faranno capire ulteriormente la pericolosità e l’assurdità di questi impianti, ovvero quello che si vuole realizzare a Mafalda.
Note critiche su una CTE 20 MWh a biomasse solide
Parte dell'impianto che s'intende costruire a Mafalda sul Trigno è costituito da un succedersi di più fasi che, in termini assai semplici e assai sinteticamente possiamo riassumere come segue:
l) raccolta e trasporto delle biomasse, ove per biomasse s'intende essenzialmente il CDR, e questo per motivi che sarebbe davvero pleonastico stare qui a ricordare;
2) stoccaggio delle biomasse in apposite aree dell'impianto;
3) trasporto del combustibili fino alla bocca del forno;
4) il forno previsto nel progetto è a griglia mobile in corrente d’aria forzata, questo per migliorare la combustione e raffreddare la griglia stessa che, per il mantenimento delle proprie caratteristiche meccaniche necessita anche di un flusso interno di acqua
5) va assolutamente segnato che, a fronte di un quasi sempre riscontrabile basso potere calorifico delle biomasse, è necessario immettere, per ogni tonnellata di combustibile, dai 5 ai 20 mc di gas metano, in media 12 mc/t;
6) il calore della combustione porta alla vaporizzazione dell'acqua in caldaia e le acque che alimentano la caldaia vanno preventivamente trattate;
7) il vapore, a 55 bar e 420° C aziona il turboalternatore che produce energia elettrica;
8) poiché il principio del “nulla si crea e nulla si distrugge" è più che mai valido anche in questo caso, durante il processo di combustione si aggiungono, al CDR, l'ossigeno dell'aria, acqua e metano, ed è per questo che il prodotto in uscita è maggiore delle quantità delle sole biomasse in entrata;
9) per ogni tonnellata di combustibile solido si ha, mediamente, una produzione di:
- 1000 kg di fumi immessi in atmosfera,
- 300 kg di ceneri pesanti e scorie,
- 30 kg di ceneri volanti
10) il raffreddamento delle ceneri pesanti e scorie si realizza mediante immissione delle stesse in apposite vasche piene d'acqua;
11) per raffreddare una sola tonnellata di ceneri pesanti e scorie necessitano 2500 litri di acqua che, prima d'essere scaricata in ambiente, deve essere depurata;
12) il raffreddamento delle stesse acque e la loro depurazione non è mai totale, e quindi, per ogni tonnellata di biomasse, si immettono in ambiente oltre 700 litri di acque inquinate;
13) i fumi caldi della combustione che, per legge, non possono assolutamente avere una temperatura inferiore agli 850°C, meglio se oltre i 1.000 ° C, vanno poi opportunamente trattati in sezioni multistadio per filtrare gli agenti inquinanti, con capacità di trattamento di 125.000 Nmc/h;
14) mediamente si immettono in ambiente, per ogni t di CDR, 6.000 mc di fumi alla residua temperatura di ca. 140° C.;
15) le ceneri pesanti e le scorie vanno generalmente smaltite in discarica;
16) le ceneri volanti e le polveri, cernite dal sistema di depurazione dei fumi, sono rifiuti particolarmente tossici da smaltire in speciali discariche.
A questo punto, per rendere più semplice e comprensibile il sistema proviamo a disegnare una veduta d'insieme.
Sappiamo che una (CTE a biomasse solide che, per i necessari controlli e una sua vitale ordinaria manutenzione deve subire ogni anno, l'interruzione di un mese, resta accesa e funziona, ogni anno di vita, per una media di 8000 ore.
Una CTE a biomasse solide da 20 MW assorbe nell'anno:
l) 200.000 t di biomasse con tasso d’umidità assai contenuto, pari a 600 t al giorno e 25 t l'ora;
2) 110.000 mc. di acqua per alimentare la caldaia generatrice di vapore, pari a 33 mc/g e ca. 14 t/h;
3) ca 150.000 mc di acqua per raffreddare le scorie e le ceneri pesanti, pari a più di 45 mc/g e ca. 2 mc/h;
4) 2.400.000 mc di gas metano per facilitare la combustione e mantenerne alta la temperatura, pari a 7.200 mc/g e 300 mc/h;
Per contro restituisce nello stesso anno:
1) 160.000 MW di Energia Elettrica, pari a 480 MW al giorno e 20 MW/h;
2) 550.000 t di vapore se immesso liberamente nell’atmosfera a 70°C, pari a 1.650 t/g e ca. 70 mc/h;
3) 1.200.000.000 mc di fumi a 140°C e da purificare, pari a 3.600.000 mc/g e 150.000 mc /h, pari questi a 25 t/h, in precisa corrispondenza con le 25 t/h di combustibile;
4) 150.000 mc di acqua ancora calda e inquinata; pari a 450 mc/g e 19 mc/h;
5) il calore generato dalla CTE e immesso nell’ambiente, se non altrimenti utilizzato, è di ca. 3 MW per 1 MW di EE prodotta, per un totale annuo di ca. 480.000 MW di calore equivalente;
6) 12.000 t di polveri sottili e ceneri volanti pari a 36 t/g e 1,5 t/h;
7) 67.000 t di ceneri pesanti e scorie, pari a 200 t/g e 8 t/h.
Tutti gli inquinanti catturati non vengono in realtà eliminati ma, anziché entrare nell'atmosfera, sono filtrati e concentrati o nelle ceneri o nelle acque di scarico.
Tralasciamo allora di parlare qui delle scorie, delle ceneri pesanti e delle acque e facciamo solo una breve ricognizione su tutto ciò che si immette nell’atmosfera:
* grandi quantità di calore
* grandi quantità di fumi
In termini molto pratici facendo il paragone con auto che percorrono nell'anno 10.000 km in ciclo urbano, possiamo dire che, nell’anno, una CTE da 20 MW a biomasse solide, immette, oltre a decine di altri inquinanti noti e altre centinaia di inquinanti ancora sconosciuti, in kg e in numero equivalente di auto:
1) Polveri kg 16.000 n. auto 31.000
2) Acido cloridrico kg 32.000 assente
3) Acido fluoridrico kg 1.500 assente
4) Ossidi di azoto kg 320.000 n. auto 58.000
5) Anidride solforosa 160.000 n.d.
6) Monossido di carbonio 8O.000 n. auto 22.000
7) Sostanze organiche volatili 16.000 n. auto 4
Potremmo aggiungere 500 kg di mercurio, 1500 kg di cadmio, 60.000 kg di zinco e poi, tra le sostanze più tossiche e meno monitorabili mai studiate, i furani, l'esaclorobenzene e le diossine.
In conclusione, in Italia, i fautori delle megacentrali per la produzione di energia elettrica mediante inceneritori, termovalorizzatori o l’uso delle biomasse, solide e liquide, o sono ciechi, o sono stupidi o sono fortemente politicizzati.
L'inceneritore di Terni nel 2008 è stato posto sotto sequestro per emissioni gassose non a norma e perchè nelle acque di scarico sono state rilevate alte concentrazioni di mercurio, cadmio, acido cloridrico e diossine.
L'inceneritore di Trieste, a costo di creare una assai pericolosa emergenza rifiuti, solo due anni fa fu posto sotto sequestro perché produceva diossine in quantità oltre dieci volte superiori al limite massimo consentito.
E' di oggi la notizia che i due inceneritori di Colleferro sono stati posti sotto sequestro perché, conniventi molti insospettabili bruciavano rifiuti tossico-nocivi, con gravissima compromissione ambientale.
L’ENEA, nell'ormai lontano 1995, aveva stimato che, in Italia, il 70% della produzione di furani e diossina fosse dovuta alla presenza degli inceneritori.
Brescia, con il suo megainceneritore d'avanguardia, è la città più inquinata d'Italia e smista le polveri del suo, ”termovalorizzatore” nelle miniere di salgemma della Germania, che vengono usate anche per lo smaltimento di rifiuti radioattivi.
Un “inceneritore”, e smettiamola di definirlo falsamente e ipocritamente Termovalorizzatore, è solo un impianto che, anche se tratta materiali abbastanza innocui come i CDR, produce, grazie al processo di combustione, una quantità di sostanze tossiche.
Ogni inceneritore ha sempre bisogno di una discarica dove inviare le ceneri prodotte dall'impianto, pari in peso al 30% del combustibile ed anche dove stoccare quello conferitogli nel mese di sosta obbligata ma, in più, di una discarica speciale dove smaltire tutto il tossico-nocivo che produce.
Gli stessi reflui liquidi prodotti in discarica creano alla gente problemi sanitari di molto suipeiori a quelli che producono gli inquinanti dispersi nell'atmosfera da un inceneritore.
Negli U.S.A che ci hanno preceduto di molti anni nella termodistruzione del CDR, in molti Stati e grandi Città hanno già bandito il sistema, come in parte del Canadà; in Belgio vige una moratoria per 5 anni; in Gran Bretagna si respingono sempre più proposte, malgrado la forza delle Lobby; Amsterdam ha cancellato tutti i progetti di inceneritori; in Olanda e in Germania prevedono già di dimettere anche tutti quelli ancora esistenti; la stessa Francia sta riconsiderando la sua politica di smaltimento dei rifiuti basata proprio sulla termodistruzione; e così via.
In Giappone è stato inoppugnabilmente rilevato che esiste una precisa correlazione tra una serie di disturbi nei bambini e la distanza degli impianti: e così anche per il linfoma di Hodgkin, il tumore polmonare, i sarcomi nei tessuti molli, i tumori pediatrici, le malformazioni neonatali, ma queste precise correlazioni con la presenza di inceneritori è stata rilevata anche in Italia.
Questa breve trattazione rischierebbe di trasformarsi in un incubo se solo si iniziasse a parlare del diverso e terribile potere distruttivo che hanno sulla salute degli essere viventi le cosiddette particelle “grossolane”, “fini” e “ultrafini”.
A tutto questo si aggiunge che i termovalorizzatori consumano più energia di quanta ne producono e questa costa molto, ma molto di più di quella prodotta con centrali tradizionali .
Si prevede che la soluzione più economica e non nociva potrà essere solo quella della raccolta indifferenziata dei rifiuti, con successiva e molto articolata differenziazione meccanica, e il reale utilizzo dei materiali selezionati.
Nel mentre la Ricerca studia e trova le giuste soluzioni tecniche, è opportuno incrementare la raccolta differenziata ed educare il cittadino, le aziende e le industrie a produrre meno CDR possibile, a evitare gli sprechi, a contrastare l'usa e getta, a ridurre gli imballi, a utilizzare contenitori biodegradabili.
Le micro CTE a biomasse solide, non superiori a 2 MW, sono comunque realizzazioni altamente positive ed encomiabili purché proporzionate al territorio immediatamente circostante.
Ogni realizzazione dovrebbe: però essere preceduta da un accurato studio d'impatto ambientale, portato avanti con l'indispensabile consulenza delle diverse figure professionali" purché non politicizzate, che, con scienza e coscienza, possono indicare le giuste soluzioni nel rispetto della terra, delle acque e dell’aria.
Dott. Salvatore Giuliano Franco
esperto in strategie aziendali.
venerdì 20 marzo 2009
PRESENTATO IL “PROGETTO MAFALDA”. A TERMOLI…
Ieri 19 febbraio è stato presentato alla stampa il Progetto Mafalda presso la sede dell’associazione Industriali a Termoli.Noi Giovani Mafaldesi ci poniamo diverse domande…
Prima di tutto: perché a Termoli e non a Mafalda?
Non ci convince la risposta dei rappresentanti della Dafin, che dice: “Perché è un intervento di grandi dimensioni, quindi di interessi vasti”.
SI VOLEVA FORSE RIDURRE AL MINIMO LA PRESENZA DEI CITTADINI CHE, TRA L'ALTRO, DURANTE LA SETTIMANA LAVORANO? QUESTI INTERESSI VASTI FORSE NON COINCIDONO CON QUELLI DEI MAFALDESI…
Ancora, a proposito dell’ impatto ambientale, il responsabile Ambiente e Comunicazione del progetto, Daniele Barbone, ha detto: “E’ ovvio che dipende da quello che entra nell’ impianto. Si tende spesso a strumentalizzare, si parla di DIOSSINA, di sostanze che creano allarme nella popolazione, ma sono timori COMPLETAMENTE INFONDATI per Mafalda, in quanto non utilizzeremo plastica o altri materiali, ma semplicemente prodotti vegetali. Sono previsti inoltre 4 stadi di abbattimento degli inquinanti, per cui l’impianto rispetta in pieno le normative vigenti. Tutti i dati sulle emissioni – secondo quanto stabilito dalle autorizzazioni – saranno costantemente monitorati, con lo Sme, cioè con una serie di indicatori al secondo che saranno on line. Quindi ogni cittadino potrà essere informato. E sono previsti controlli su matrici ambientali differenti nell’area del Trigno”.
Ci chiediamo: COSA ENTRERA’ REALMENTE NELL’ IMPIANTO? Chi ci garantisce che la centrale non inizierà a bruciare anche rifiuti dopo alcuni anni dall’ inizio del suo funzionamento, viste anche le voci che parlano di smaltimenti "sospetti" nella zona?
Ricordiamo che lo smaltimento di rifiuti urbani è consentito anche dalla legge.
Basteranno le garanzie fornite da Barbone?
Sui 4 stadi di abbattimento degli inquinanti vi rimandiamo al video del prof. Montanari che, ripetiamo, non è l'ultimo arrivato, come molti sostengono su questo blog.
Inoltre come si legge, il sig. Barbone minimizza sostanze come la DIOSSINA... Questa leggerezza non fa che aumentare le nostre perplessità cosi come quelle dei cittadini mafaldesi, ai quali era stato promesso un referendum che ancora non si è visto.
Infine: “Per la cantierizzazione saranno impiegate alcune centinaia di operai mentre i posti per le attività dirette saranno occupate 45 – 50 persone”, sono ancora parole di Barbone.
DA DOVE VERRANNO GLI ALTRI 750 POSTI DI LAVORO PROMESSI, PIU' DI UNA VOLTA, DALL'AMMINISTRAZIONE ?
Si parlava dei posti provvisori per la costruzione della centrale? Ma quale ditta a Mafalda potrebbe essere in grado? Faremo tutti gli autotrasportatori a lavori finiti?
Tenendo anche conto che 200-50=150, quindi l'amministrazione di Mafalda e il sig. Marrollo partono gia con uno "svantaggio" di 150 posti di lavoro persi.
Molti dicono che Marrollo avrebbe chiuso comunque lo stabilimento, "che coincidenza!!" rispondiamo noi.
Chiudiamo informandovi che, nonostante si senta dire ultimamente che i Giovani Mafaldesi si sono spenti, siamo vivi, vegeti e laboriosi, e stiamo preparando alcune cose per voi lettori, mafaldesi e non solo...
Non vi anticipiamo altro per ora...
lunedì 9 marzo 2009
A scanso di equivoci...
- con nostra grande soddisfazione, sono finalmente arrivati pareri positivi alla centrale sul nostro blog, quindi speriamo si possa dialogare in modo costruttivo e civile (l'invito e rivolto a TUTTI)
- molte persone (sempre tra le pro-centrale, e non solo su questo blog, ma anche parlando per strada) ci accusano di fare confusioni tra centrale a biomasse, termovalorizzatori e inceneritori.
Noi crediamo di avere capito bene le differenze (e le "non-differenze") grazie ad alcuni documenti e video ad opera del dott. Montanari, comunque a scanso di equivoci, quello che vi proponiamo qui sotto è dedicato precisamente alle centrali a biomassa.
Ricordiamo che questi sono video facilmente reperibili, ma non per questo non attendibili (questo video è registrato durante una conferenza del dottore stesso).
- infine ci siamo accorti che i commenti sono sempre di piu, ma la velocità della linea del paese interessato, la nostra amata Mafalda, rimane la stessa e deludente... quindi cercheremo di pubblicare più articoli per far si che non ci voglia un eternità ad aprire le pagine dei commenti... riguardo il video sopra anche se ci mettera molto a caricare (è abbastanza lungo, circa 8minuti) ma vi consigliamo di vederlo (se proprio dovessero esserci problemi cercheremo di trascrivere il testo)...
Buona visione...
venerdì 6 marzo 2009
Che il signore sia con noi

QUESTA è UNA LETTERA CHE I VESCOVI DEL MOLISE E D'ABRUZZO HANNO INVIATO A TUTTA LA POPOLAZIONE:
AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE
L’inizio del Nuovo Anno 2009, pur segnato da una preoccupante recessione economica e da una crisi che già sta incidendo negativamente sulla serenità di tante persone, è occasione propizia per ravvivare la speranza ritrovando le ragioni vere di un rinnovato impegno.
Come Vescovi e Pastori non possiamo ignorare la sofferenza e il disagio delle famiglie che vedono diminuire sempre più i mezzi indispensabili di sussistenza, né possiamo restare indifferenti davanti alla disaffezione verso la partecipazione democratica alla vita del Paese, quando l’alta percentuale di astensione al voto manifesta la sfiducia verso le istituzioni politiche.
Per questo abbiamo deciso di proporre una riflessione alle nostre comunità e a tutti gli uomini e le donne di Abruzzo e Molise perché ci sentiamo interpellati con loro in un esame di coscienza che, lungi dal farci sentire giudici gli uni degli altri, può costituire la base di rilancio e di rinnovato impegno per tutti.
I. La perenne attualità delle Beatitudini evangeliche.
Le Beatitudini si ripropongono con urgenza alla nostra coscienza. Tutti siamo chiamati a verificarci sulle parole di Gesù: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Evochiamo soltanto qualcuna delle Beatitudini.
La povertà, quella che incrociamo lungo le strade, ma anche come scelta di vita più sobria e aperta alla condivisione, mai al di sopra delle proprie possibilità; la mitezza, che è il contrario di arroganza, orgoglio, voglia di predominio sugli altri; l’impegno per la pace, non solo a livello mondiale, ma anche familiare, comunitario, politico; la purezza, come trasparenza di vita, di comportamenti, di fedeltà a Dio e agli uomini; la misericordia, cioè il sentirsi tutti responsabili del bene altrui.
II. Il “bene comune”: una responsabilità che riguarda tutti.
Il bene comune impegna tutti i membri della società: nessuno è esentato dal collaborare, a seconda delle proprie capacità, al suo raggiungimento e al suo sviluppo, “con umiltà e mitezza, competenza e trasparenza, lealtà e rispetto verso gli avversari, preferendo il dialogo allo scontro, rispettando le esigenze del metodo democratico, sollecitando il consenso più largo possibile per l’attuazione di ciò che obbiettivamente è un bene per tutti”.
Questa convinzione, fondamentale per la vita di una società, attraversa oggi una crisi profonda perché si va diffondendo l’idea che prioritario sia il profitto privato da ricercare a tutti i costi, specie quando si assumono delle responsabilità politiche. Gli scandali, che vengono alla luce nel nostro Paese senza più distinzioni di localizzazioni geografiche o appartenenze politiche, contribuiscono a consolidare un’opinione pubblica non adeguatamente informata e abituata a generalizzare. Ne consegue il crescente distacco tra Paese reale e Paese legale e l’aumento del numero di coloro che prendono le distanze dalla partecipazione attiva alla vita democratica.
Come Vescovi siamo già intervenuti alcuni mesi fa sulla “questione morale” nella vita politico-amministrativa.
L’alta percentuale di astensione del voto, nelle recenti consultazioni regionali in Abruzzo, è un dato molto preoccupante che, lo diciamo con sofferenza e chiarezza, non può essere giustificato dalla volontà di prendere distanze da comportamenti di singoli amministratori o politici.
La prospettiva in cui dobbiamo vivere l’impegno per il bene comune ci viene suggerita dall’apostolo Paolo: l’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore ( Romani 13,10). Egli in diverse occasioni affronta il problema dei rapporti del credente con l’autorità politica e richiama la responsabilità a collaborare nel rispetto reciproco e non avendo altro debito con alcuno, al di fuori delle carità.
III. La politica come servizio, espressione della carità.
In questo contesto intendiamo condividere la diffusa esigenza di un rinnovamento morale e generazionale della politica. Non si tratta di prendere posizione a favore o contro l’uno o l’altro schieramento partitico o politico, quanto piuttosto di richiamare quei valori fondamentali e quell norme di comportamento che ogni elettore si aspetta da colui in cui ha risposto la fiducia per l’amministrazione della cosa pubblica.
La politica eticamente sostenuta richiede sempre più persone capaci di governare cioè capaci di discernere in maniera lungimirante, valorizzando il positivo, intuendo il futuro, avendo uno aguardo d’insieme.
Con questo messaggio, intendiamo così farci voce del bisogno di nuova moralità che si avverte nella vita sociale della nostra gente, e ribadiamo quanto già affermato in luglio circa “le preoccupazioni per le ricadute degli eventi in atto, soprattutto sulla situazione dell’assistenza sanitaria, in specie ai più deboli, nonché sullo sviluppo economico della regione, con conseguenze drammatiche sul lavoro e la vita di tante famiglie”.
Con spirito di collaborazione ci rivolgiamo anche a quanti sono stati eletti, e perciò chiamati ad esercitare un preciso servizio a favore della comunità regionale, quanto piuttosto per incoraggiarli in questo momento non facile per la vita del Paese. Proponiamo alla loro riflessione un decalogo ispirato alla dottrina sociale della Chiesa.
1 Il potere è al servizio del bene comune e la politica è il più esigente esercizio di carità genuina e verso le categorie più deboli: i poveri, gli umili, i piccoli. L’uso del pubblico potere e del pubblico denaro va sempre orientato per il bene comune e non per favorire affari personali e di gruppo o per creare clientele. La trasparenza riguardo i patrimoni personali potrà incoraggiare la fiducia degli elettori.
2 La politica attiva comporta una crescita di responsabilità e forme di democrazia ascendente che prevede luoghi permanenti e periodici di partecipazione: circoli, associazioni culturali, volontariato, società civile. LA politica ha ancora il compito di garantire la partecipazione responsabile i soggetti sociali, avendo di mira e privilegiando gli interessi delle persone e delle comunità intermedie. Nei confronti di queste essa si pone come sostegno e coordinamento nel rispetto del principio di sussidarietà e di un sano pluralismo personalista e comunitario.
3 Il rispetto delle altrui posizioni favorisce il dialogo con amici e avversari; il rifiuto della rissa e dell’intolleranza sviluppa una sana competizione delle idee per risolvere i problemi, riducendo la conflittualità esasperata, incrementando la collaborazione con spirito costruttivo sui temi del bene comune.
4 Il requisito della coerenza ha conseguenze sui comportamenti nella vita pubblica. I mutamenti di schieramento, sempre possibili per motivi di coscienza, dovrebbero richiedere le dimissioni dall’incarico. La coscienza politica deve favorire e promuovere i valori della persona, quali la dignità, il diritto al lavoro, la giustizia, la promozione della cultura, la crescita della moralità civile, la custodia della famiglia, il rispetto della vita e la crescita della sua qualità, la non violenza, la libertà di pensiero, di azione e di religione.
5 Va ribadito il rifiuto e la denuncia di comportamenti immorali e disonesti, come la corruzione, la concussione, la menzogna, la calunnia, il clientelismo, l’associazione per delinquere, l’abuso e la truffa. A tal fine potrà essere di aiuto l’elaborazione di codici etici condivisi.
6 Occorre impegno per favorire la cultura della legalità, che rispetti e faccia rispettare le regole e le procedure democratiche. Gli eletti a cariche pubbliche avvertano il dovere di essere testimoni esemplari del rispetto delle leggi.
7 Gli amministratori abbiano una adeguata preparazione politica, giuridica, amministrativa, storica, economica e sociologica. A tal fine si incoraggiano i luoghi e strumenti di formazione permanente. Gli incarichi di secondo livello vanno affidati a persone competenti, di provata moralità e testimoniata onestà professionale.
8 La selezione della classe dirigente amministrativa premi il merito, la competenza e rifugga dall’affidarsi a simpatie, legami personali o familiari, ripicche, vendette.
9 L’impegno politico amministrativo richiede un limite di mandato e periodi di tempo determinato, con fasi opportune di astensione tra incarichi dello stesso tipo.
10 L’attenzione ai problemi specifici del territorio in cui si opera va coordinata e misurata sulla base del principio di sussidarietà con una visione aggiornata alle soluzioni nazionali e internazionali. La presenza assidua negli organismi amministrativi e di governo va apprezzata come va condannata ogni prassi di assenteismo.
Quanto detto rimanda all’appello di coscienza morale rettamente formata. Ciascuno si sforzi di agire sempre in obbedienza alla Verità, alla Giustizia, al Bene. Come credenti, ricordiamo l’urgenza di misurarsi costantemente sul giudizio di Dio.
A questo criterio intendiamo ispirare le nostre scelte personali come quelle delle chiese che ci sono affidate.
Chieti 25 febbraio 2009-02-28
Arcivescovi e Vescovi
della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana
lunedì 23 febbraio 2009
Yes We Can
Parole “sacrosante” del Sindaco Nicola Valentini:
“Il Sindaco in pubblica piazza vi ha detto: si può fare…..cioè si può bloccare le biomasse. Ve l’ho detto in pubblica piazza, me l’hai chiesto tu, oh allò!!!”
Un’altra bugia?
A quanto pare sembrerebbe di si. A circa due mesi dal nostro incontro con il primo cittadino, abbiamo avuto la conferma che anche quelle frasi non erano altro che bugie!
Perché ad oggi, alla Sua promessa di poter bloccare la centrale a biomasse, Lei caro Sindaco, ha fatto il contrario di tutto ciò che aveva espresso in pubblica Piazza?
Sotterfugi, nessuna trasparenza nei confronti dei cittadini, compresi noi Giovani Mafaldesi, tutto all’unico scopo della sottoiscrizione della convenzione con la Dafin, quindi l’approvazione del progetto della centrale a biomasse.
Dalle parole che qualcuno ha simpaticamente registrato, si cita la ormai stra-usata frase del presidente USA, ma la nostra domanda sorge spontanea: “si può fare! SI, MA COME??”
Andando contro il sindaco stesso probabilmente, perché di dialogo non ne abbiamo visto!
A Voi tutti una piccola riflessione.
Infine vi riportiamo la traduzione, più fedele possibile, dallo spagnolo della pagina di presentazione del “Progetto Mafalda' destinata al pubblico venezuelano, che abbiamo commentato e distribuito ai presenti sempre domenica.
Si trova sul sito dell'Università Cattolica Andres Bello (UCAB) di Caracas, Venezuela:
Il “Progetto Mafalda” viene promosso in Venezuela da INCUBIZ (Business Incubator) un’ agenzia di consulenza situata nella Facoltà di Ingegneria della UCAB ed è diretto da Henry Gasparin Ph.D. (residente a Miami, Florida, USA) e Alirio Villanueva.
In questo INCUBIZ, l'unica impresa esistente è quella del Progetto Mafalda.
Il riferente di INCUBIZ in Italia è la società di consulting “MADRUZZA & ASSOCIATI”Sas di Padova, della quale socia ed amministratrice
è Cristina Bonetti, già membro del Gruppo Giovani di Confindustria, componente della Giunta Nazionale di Confindustria, del Consiglio Direttivo nazionale e della Giunta di Assoconsult, costituente nazionale del Partito Democratico.
Le ditte o persone menzionate dal docomento sono:
- DISTILLERIA.D'AURIA Spa, Ortona (CH)
- FONTEOLICA Srl, Borgo D'Ale (VC), società costituita da ENERMIA di Milano ed ENERMILL di Torino e partecipata per 50% da CONSIAG multiutility di Prato
- Architetto THOMAS LUGO
- UCAB Consulting: "incubazione", Caracas, Venezuela
- UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA (nessuna traccia di relazione con UCAB trovata)
- SVILUPPOITALIA oggi nota come INVITALIA, (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa)
- BCC DELLA VALLE DEL TRIGNO, San Salvo (CH)
L' UCAB - Università Cattolica Andres Bello di Caracas è un istituto di istruzione superiore della Compagnia di Gesù fondata nel 1953.
Centro per la ricerca e lo sviluppo di Ingegneria
In una piccola cittadina chiamata Mafalda situata al confine tra Molise e Abruzzo, su una collina a circa 15 km dal mare Adriatico, dietro Vasto e San Salvo, si sta realizzando un nuovo progetto per rivitalizzare e rinnovare da ogni punto di vista (economica, sociale, urbanistica) portato avanti come un esempio di sviluppo sostenibile nel rispetto dell'ambiente e delle radici storiche e culturali e, soprattutto, per la qualità della vita dei suoi abitanti. Questo progetto è promosso dal Sindaco, dalle autorità locali e dalla Banca Regionale ( Bcc Valle del Trigno).
il progetto è ora pienamente operativo. Per essere parte di questo, stiamo invitando un gruppo di persone che potrebbe essere interessata a vivere in Italia, in particolare a Mafalda per partecipare come soci-investitori delprogetto. Tale progetto di investimento è altamente redditizio esaminato ed approvato dal Comune e dalla regione. Alcuni di questi sono già in corso e altri in fase di pianificazione.
Stiamo invitando a venire a vivere li un gruppo di 50 famiglie venezuelane con radici italiane. Ciò offre una soluzione sicura e conveniente per tutti i problemi inerenti. Il programma prevede soluzioni concrete per la salute, l'alloggio, l'istruzione, l'adattamento, varie procedure, il reddito, ecc.
Tutto è promosso dal Comune di Mafalda e sponsorizzato dalla Banca Cooperativa Regionale (BCC) le autorità regionali e gli abitanti del paese.
Obiettivi
- Sviluppo economico, sociale, urbanistico di Mafalda stabile e duraturo nel tempo.Nell'ambito delle linee direttrici delle "Soft Economy".Rispetto per l'ambiente, la storia e i costumi. Adattando tutto al territorio. Ricerca dei vantaggi comparativi del posto.Una maggiore attenzione alla qualità della vita.
- Essere d’esempio per l'Italia. Stiamo dando un totale rinnovamento alla località dal punto di vista economico, sociale, demografico e urbanistico in moto tale da poter diventare una "coppa d'argento."
In 10 anni (periodo 2008-2018) si propongono diversi obiettivi:
1.L'installazione di due generatori di energia pulita utilizzando fonti rinnovabili.
2.L'installazione di un Centro di ricerca di energia pulita.
3.Dare un impulso al turismo locale creando un Albergo diffuso, un centro culturale, e la promozione del commercio equo e solidale e di eventi culturali.
4.Patrocinio e sostegno per la creazione di imprese e aziende private che integrano il dinamismo economico, commerciale e industriale.
5.Produrre a partire dal primo anno un cambio della tendenza demografica che ci porterà a raggiungere una popolazione di 2800 abitanti nel 2018.
6.Essere classificati tra i primi cinque in Italia in termini di soddisfazione e qualità della vita dei suoi abitanti.
7.Essere uno dei principali centri di eccellenza e un punto di riferimento per tutta l'Italia centrale.
Cosa offriamo alle famiglie venezuelane
Un luogo in pieno sviluppo, che sta generando tutti i tipi di opportunità per le famiglie che sono alla ricerca di un posto per vivere in Europa.
In concreto si offre:
Essere ricevuti come in nessun altro luogo del mondo, in cui sia la popolazione come le autorità vi stanno aspettando a braccia aperte.Supporto per avviare la propria attività:Consulenza UCAB Consultino,Consulenza Madruzza & Associati,Credito sia pubblico che privato,Sostegno delle autorità sia per l'ottenimento di permessi che per le altre questioni locali.Opportunità di investire in progetti ad alta redditività e basso rischio, in pieno sviluppo nei settori dell'energia, del turismo e altri sono emergenti.Trasferirsi in una comunità in cui Lei farà parte di un gruppo di famiglie con le stesse origini e le stesse speranze.Progetti di edilizia abitativa al costo, con prestiti bancari pre-approvati. Vivere in una cittadina nel centro Italia vicina a diversi grandi centri urbani, in cui si dispone di tutti i servizi del mondo moderno, ma con una straordinaria qualità della vita, in una zona incontaminata e tranquilla, senza problemi di congestione del traffico.Supporto nelle procedure prima di partire ed una volta arrivati in Italia.
Città nelle vicinanze
Roma 2 1 / 4 ore ,Pescara 1 ora,Napoli 2 ore e mezza, Campobasso 30 min, Vasto 20 min, Termoli 30 min,Isernia 45 min.
Attrazioni Vicine
Spiagge 20 min,Stazioni di sci invernale 50 min,Centri commerciali 20 min, Parchi di divertimento 30 min,Percorsi forestali 0 min,Cinema 20 min,Teatri, Musei 20 min.
Spettacoli ed Eventi
Palestra,Eventi etnici ,Fiere culturali e commerciali
Progetti
[foto dell'impianto fotovoltaico di Priolo]
Priolo, Italia
Piani di investimento
Energia Pulita ,Residenze d'assistenza a persone anziane ,Sviluppi turistici ,Albergo diffuso,Ristorante,Commercio di artigianato ,Fondi d'investimento
Aspetti Urbanistici
Nuovo Piano Regolatore,Apertura ufficiale del "Comune" allo sviluppo di energia alternativa pulita ,Nuovo piano del traffico ,Acquisizione di case ,Centro sociale per gli anziani ,Nuove strade e marciapiedi ,Nuovi posti letto.Imprese del settore energetico pulito
Distilleria D'Auria Spa ,Fonteolica Srl
I progetti per i nuovi partecipanti
Allevamento di suini con alta tecnologia ,internet a banda larga ,Campi di calcetto con riscaldamento,Serra riscaldata
UCAB Consulting
Centro di ricerca di energie alternative ,Sito web, Internet a banda larga del progetto ,Ottimizzazione energetica case
Qualità della vita
Tranquillità,Sicurezza,Ambiente naturale, incontaminato ,Per essere cittadino di prima classe dal primo momento,Avete la storia, la cultura a portata di mano,Vivere in Europa,Con tutte le comodità del mondo di oggi ,Per avere un conto bancario, carte di credito, ecc, a partire dal primo giorno
Salute
Sistema sanitario statale,Assicurazione collettive con compagnie di assicurazioni europee di prestigio
Alloggio
Nuovi appartamenti in zona con vista spettacolare (Ripalda Vecchia?)
Appartamenti e/o case ristrutturate nel centro storico ,Diverse nuove case fatte da ordinare,Tutte dotate di finanziamento bancario a 20 anni, con bassi tassi di interesse (circa il 4%),Progetto dell'Architetto Thomas Lugo,Posizione di case in vendita da rimodellare
Posizione di terreni adatti
Sostenitori
La garanzia del Comune della città,Sostegno della BCC ,Progetti d'investimento con la benedizione e l'approvazione delle autorità locali ,Abitanti del luogo: gente ospitale, semplice, educata, colta, vi riceverà a braccia aperte (Consiglio comunale aperto avvenuto il 27 dicembre 2006).
Sostegno e finanziamento di progetti di qualsiasi attività che possano portare alcune famiglie.
Alloggio con piani di finanziamento per gli acquirenti
Un team di persone in Venezuela e in Italia per fornire un sostegno durante tutto il processo
Istruzione
Scuola locale fino a alla classe media ,Trasporti comunali per studenti che scegliono gli studi superiori (Vasto,Termoli, Campobasso),Università in diverse vicine città (Roma, Venezia, Pescara, Chieti, L'Aquila, Napoli, Termoli, ecc)
Supporto per i nuovi imprenditori
UCAB Consulting: "incubazione" in Venezuela,Università degli Studi di Padova e Sviluppoitalia: "incubazione" in Italia,fondi di Aiuti Ufficiali.Settore bancario: BCC della Valle del Trigno.Supporto delle grande aziende del progetto
Procedure e ruoli Consolato
Consulenti specializzati in Venezuela,Sostegno del "comune"
Requisiti della famiglia
Almeno uno dei coniugi deve avere la cittadinanza europea,
deve essere convinto di vivere in Italia. Noi non vogliamo convincere nessuno a lasciare il Venezuela
Dovrebbe avere la capacità di un investimento dell'ordine di 100.000 euro.
Almeno uno dei coniugi deve parlare italiano
Direzione delle tecnologie dell'informazione
© 2008 UCAB Caracas – Venezuela.
venerdì 20 febbraio 2009
INVITO DELLA DAFIN S.P.A
Gentili utenti,vi riportiamo l'invito che la DAFIN S.P.A ha inviato ai Giovani Mafaldesi con annessa la nostra risposta.
Per i pochi che non ne sono ancora a conoscenza ricordiamo che la DAFIN S.P.A è la società che vuole investire nel progetto della costruzione di una Centrale a Biomasse nel territorio di Mafalda acquistando la sede SMI e riconvertendola in una distilleria.
Gli stessi rappresentanti della DAFIN nell'incontro privato che hanno avuto con alcuni componenti del comitato "Mafalda Viva" dopo aver preso atto del fatto che i cittadini sono contrari al progetto Mafalda, hanno anche detto che la loro distilleria (come tutte le altre presenti) emana un odore fortissimo e nauseante e dunque nel raggio di un km circa l'aria è davvero pesante.
I rappresentanti della dafin nel loro breve invito si sono complimentati con noi in quanto siamo giovani ed investiamo le nostre energie in un progetto in cui crediamo, allo stesso modo dcono di credere nelle capacità dei giovani, avendo nominato unico rappresentante legale di una società MILIONARIA un ragazzo di 23 anni o poco più di cui non si conosce il titolo di studio.
Però ci chiediamo, perchè nell'incontro con il comitato Mafalda Viva non è intervenuto proprio il PRESIDENTE DELLA SOCIETà?
Prima di rispondere, cari lettori ricordatevi la favoletta dell'albero dei soldi...
Invito della Dafin:
"Pregiatissimi Signori buongiorno, apprezziamo molto il vostro grande interesse nel cercare infomazioni relative all'insediamento produttivo di filiera agro-alimentare ed energia rinnovabile, che la nostra azienda intende attivare sul vostro territorio. Una delle principali caratteristiche della nostra Azienda è quella di credere molto nelle risorse dei giovani della nostra terra, tanto da avere dato appunto fiducia ad uno dei più giovani della nostra famiglia nominandolo Presidente della Società.
Il progetto prevede infatti, tra l'altro, la possibilita' di creare nuove opportunita' di iniziative imprenditoriali dedicate ai giovani. Ci piacerebbe, pertanto, potervi incontrare, per spiegare l'intera filosofia del progetto, le sue implicazioni sociali ed economiche, I vantaggi che porta anche rispetto alle tanto e giustamente temute emissioni, ci piacerebbe togliere e fugare ogni dubbio su tutta la vicenda e comunque mettere a vostra disposizione informazioni e progetti cosi come renderci disponibili ad ogni vostra iniziativa di indagine, accertamenti preventivi ed anche alla nomina di una eventuale "commissione di sorveglianza" per la futura gestione.
Saremmo onorati di poter intervenire ad un incontro con voi con noi i nostri tecnici in modo da poter, oltre che illustrare l'iniziativa imprenditoriale della filiera agroalimentare, rispondere a tutti i vostri quesiti. Forse non riusciremo a convincere tutti voi di quella che noi riteniamo essere un esempio di applicazione industriale rispettosa dell'ambiente e dei cittadini ma sarà sicuramente importante dal punto di vista informativo cosi' come potremmo rispondere a tutti i vostri quesiti per cercare di fare chiarezza. Restiamo in attesa di avere una proposta di incontro e cogliamo l'occasione per inviare cordiali saluti.
DAFIN SPA"
Risposta dei giovani mafaldesi.
Mafalda lì, 20 febbraio 2009
Gentilissimi signori della DAFIN spa,
con la presente cogliamo l’occasione per salutarvi e ci scusiamo per il ritardo della nostra risposta ma, non abbiamo potuto farlo prima.
Per quanto riguarda il vostro invito, purtroppo, siamo costretti a non poter accettare, in primo luogo per problemi tecnici, in quanto in questo periodo non siamo in loco, quindi manca il tempo materiale per riunirci e discutere con voi su un argomento per il quale ci siamo già documentati abbastanza. Prossimamente organizzeremo un convegno al quale siete sin da ora invitati. Vi comunicheremo con largo anticipo il giorno, l’ora e il luogo dell’incontro; lì potrete intervenire sulla “questione biomasse”, dinanzi ai nostri tecnici ed a tutta la popolazione Mafaldese.
Ad una semplice risposta ad un invito, forse, non abbiamo reso l’idea su come la pensiamo al riguardo ma siamo certi che anche voi siete fraquentatori del nostro blog: www.giovanimafaldesi.blogspot.com, dove potete scorgere, limpido, il nostro pensiero: in seguito ad una moltitudine di ricerche svolte presso fonti autorevoli riteniamo inopportuno, dannoso e sconveniente da un punto di vista economico, della salute e ambientale l’istallazione di una centrale a biomasse e della distilleria annessa nel territorio di Mafalda e per questo noi ci opporremo con ogni mezzo affinché questo pericolo sia scongiurato definitivamente.
Vi porgiamo i nostrisaluti più cordiali e vi auguriamo buon lavoro
Giovani mafaldesi
martedì 17 febbraio 2009
Ultimo Articolo dai Giovani Mafaldesi
Si, avete capito bene, questo potrebbe essere il nostro ultimo post, o per lo meno l’ultimo post commentabile, se questo post non sortirà l’effetto desiderato potremmo arrivare a inserire la registrazione obbligatoria o addirittura a bloccare i commenti e continuare solo con la nostra informazione.Nel frattempo vi facciamo sapere che i "giovani mafaldesi" ci saranno e invitiamo TUTTI voi a partecipare, perchè l'informazione è la più grande forza!
AGGIORNAMENTO POST
ecco il volantino dell'incontro sopra citato:
Allegato a questo ci è stato inviato anche l'invito specifico ai giovani mafaldesi:
Al Comitato
GIOVANI MAFALDESI
M A F A L D A
Oggetto: convegno didattico sull’eventuale opportunità di realizzazione di una Centrale Termoelettrica a Biomasse in territorio di Mafalda.
Siete invitati a partecipare al convegno didattico in oggetto, che si terrà nei gg. 21 e 22 Febbraio 2009 presso la Palestra Comunale di Mafalda, al fine di informare la popolazione sulla ricaduta socio-economica-occupazionale che una Centrale Termoelettrica a Biomasse potrebbe avere sul territorio di Mafalda e i paesi limitrofi interessati dal Progetto.
Al suddetto convegno parteciperanno illustri esperti (oncologi, biologi ecc.), nonché politici, sindacati, associazioni di categoria, in modo di informare le popolazioni di tutto il comprensorio interessato, sui vantaggi e gli svantaggi, che una Centrale apporterebbe al comprensorio stesso ed a quello a noi vicino.
Certi di un vostro intervento, vi invitiamo a comunicarcelo anticipatamente, affinché si possa organizzare al meglio detto convegno,
Sicuri della vostra presenza, l’Associazione vi ringrazia anticipatamente e vi saluta cordialmente.
Mafalda, lì 14 Febbraio 2009
IL PRESIDENTE
(Sig. Antonio MENICHILLI)
CONTATTI: Antonio MENICHILLI 329-4056775—Lucio GIZZI 320-4144327 –Aurelia SPATOCCO 347-9466890
COMITATO “MAFALDA VIVA”
SABATO 21 E DOMENICA 22
FEBBRAIO 2009
Convegno Didattico sulla eventuale realizzazione di una Centrale Termoelettrica a Biomasse in Territorio di Mafalda
SABATO 21 FEBBRAIO:
Ore 10,30: Accoglienza dei partecipanti, qualche parola di benvenuto, distribuzione a tutti i partecipanti delle “Dieci domande” da rendere compilate alla fine del convegno per trarne le conclusioni.
Ore 11,00: Presentazione delle personalità convenute e dei Docenti relatori.
Ore 11,15: Apertura del convegno: Precisazioni sul ruolo e la linea etica del Comitato. Ringraziamenti
IL REALE IMPATTO SOCIO-OCCUPAZIONALE DEL PROGETTO:
Ore 11,30: Intervento dei Sindacati
Ore 12,00: Intervento degli Autori e Operatori del progetto.
Ore 12,30: Domande del pubblico in merito e risposte.
Ore 13,00: SOSPENSIONE DEI LAVORI
IL REALE IMPATTO TURISTICO-CULTURALE ED ECONOMICO SUL SETTORE:
Ore 15,30: Interventi degli Enti e Sindacati professionali di categoria: Coldiretti, C.I.A.,settore Turistico Alberghiero.
Ore 16,30 : Domande del pubblico in merito e risposte.
SALUTE AMBIENTE E QUADRO DI VITA
Ore 17,00 ; Intervento del Dott. Professore Carmelo PALMISANO, Oncologo, Docente di Bioetica presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Bari.
Ore 17,.30 : Intervento del Dott. Professore Giulio TARRO, Docente di Biologia, Presidente del Comitato sulle Biotecnologie della TEMPLE UNIVERSITY di PHILADELPHIA –USA-Docente di Virologia PRESSO L’Università degli studi di Napoli, Presidente della Fondazione TERESA E LUIGI DE BEAUMONT BONELLI PER LA RICERCA SUL CANCRO.
Ore 18,00 : Intervento del Professor Ingegnere Salvatore Giuliano FRANCO, che ha consacrato tutta la sua vita professionale alle costruzioni di Aziende, Fabbriche e Centrali per grandi Holding Industriali. La sua testimonianza in merito.
Ore 18,30: Intervento del Dottor Andrea FALCONE, Biologo Mafaldese, sul ruolo nocivo delle emissioni
di Terpeni e Idrocarburi aromatici incombusti sulla salute umana, animale e vegetale.
Ore 18,50: Una testimonianza vissuta sulla pelle relativa agli effetti di una Centrale Termoelettrica a Biomasse
già impiantata nella Regione Molise.
Ore 19,30: SOSPENSIONE DEI LAVORI E APERITIVO DELL’AMICIZIA
DOMENICA 22 FEBBRAIO:
Ore 10,00: RIPRESA DEI LAVORI E CONCLUSIONI DEL CONVEGNO:
Ore 10,15: Intervento delle personalità istituzionali: Nazionali, Regionali, Provinciali, Comunali e Diocesane.
Ore 11,00: DIBATTITO : interventi limitati ad un massimo di cinque minuti ciascuno, per consentire ad
un maggior numero di partecipanti di esprimere le loro domande.
Ore 12,00: Raccolta delle schede delle “Dieci domande”, spoglio, analisi e conseguenti
conclusioni dell’incontro.
Ore 19,00: Commiato, ringraziamenti e saluti
domenica 15 febbraio 2009
ATTENZIONE:URAGANO GIOVANI MAFALDESI IN ARRIVO!
I giovani mafaldesi rappresentano una forza inarrestabile e che sta raccogliendo sempre più consensi.Questo ci inorgoglisce e ci sprona a fare sempre meglio e di più per tutti voi, cari utenti che siete stanchi di essere presi in giro sulla questione biomasse dal sindaco di Mafalda Nicola Valentini.
Siamo moderni, freschi ma soprattutto INDIPENDENTI e questo ci porta ad essere imprevedibili e pieni di idee nuove.
Continuano ad arrivare complimenti per il libricino che abbiamo inserito nottetempo nelle buchette delle poste dei Mafaldese, i giornali regionali ci continuano a dare credito ed hanno pubblicato articoli sulla nostra iniziativa. In questa sede facciamo una precisazione: alcuni cittadini di Mafalda ci hanno fatto sapere che nelle loro buchette delle poste non c’era il nostro libricino: CI SCUSIAMO PERCHE’ SI E’ TRATTATA DI UNA SEMPLICE DISTRAZIONE E NON DI UNA MOSSA MIRATA SOLO ALLE PERSONE CHE SONO CONTRO VALENTINI (COME MOLTI MALIGNI HANNO AFFERMATO) DUNQUE, INVITIAMO LE POCHISSIME PERSONE CHE NON L’HANNO RICEVUTO A CONTATTARCI (SUL BLOG, SULLA CASELLA DI POSTA O DI PERSONA) PER RICHIEDERE IL LIBRICINO CHE NOI ABBIAMO PRODOTTO E CHE TUTTI VOI CITTADINI AVETE IL DIRITTO DI CONSULTARE.
Detto questo facciamo un piccolo riferimento ai commenti che avete postato nel nostro ultimo articolo:
1)invitiamo gli utenti del blog e gli stessi giovani mafaldese che intervengono a fare interventi pertinenti alla questione e SENZA parolacce.
2)Il moderatore del blog Leonardo si rivela efficiente come sempre, infatti è subito intervenuto nel momento in cui il consigliere Masciulli è stato insultato su questioni private che non interessano ai “giovani mafaldesi” ed a tutti gli altri utenti del blog.
Ci siamo già scusati e dissociati da tale affermazione, che come abbiamo precedentemente scritto trovavamo fuori luogo. In tutti i Casi se non è stata cancellata è solo perché sarebbe stato inutile e tardivo.
3) Ringraziamo il professor Vincenzo Spatocco per il suo intervento a nome di tutti i “giovani mafaldesi”. Sara è stata un’ottima amica e resterà sempre nei nostri cuori, è impossibile dimenticarla ed abbiamo pensato che anche in questo caso non sarebbe stato giusto escluderla perché siamo CERTI del fatto che se ci fosse stata avrebbe appoggiato la nostra causa e sarebbe stata parte attiva dei giovani mafaldesi. Grazie perché in poche righe è riuscito a far commuovere davvero tutti, a darci speranza, forza e voglia di andare avanti in questo progetto.
Inoltre ci associamo a tutto ciò che ha scritto nel suo commento.
Dopo aver fatto queste doverose precisazioni possiamo passare alla notizia del giorno:
I GIOVANI MAFALDESI APPRODANO SU FACEBOOK!
Ai non addetti ai lavori facciamo sapere che si tratta di un social network in cui gli utenti creano profili che spesso contengono foto e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici. Ed anche su facebook è nato il gruppo dei GIOVANI MAFALDESI a cui hanno aderito in meno di una settimana dalla nascita 156 PERSONE! Un record per un gruppo nato da così poco (in tutti i sensi).
La descrizione del gruppo è:
“Siamo giovani mafaldesi che si sono spontaneamente riuniti per informarsi ed informarvi su quelli che sono i REALI PERICOLI dell'eventuale attivazione di una centrale energetica a biomassa nel territorio di Mafalda.
Ci stiamo muovendo in molte direzioni perchè le nostre perplessità sono tante e riguardanti diversi punti del progetto.
Cosa dovrebbe spingere i cittadini dei paesi limitrofi a sollevare insieme a noi dubbi e contestazioni?
Centri come Tufillo, Dogliola, San Felice, Montemitro, Fresagrandinaria, Lentella, ecc, devono prendere coscienza di un fatto ASSOLUTAMENTE INCONTESTABILE: la distanza di tali centri dal suddetto impianto risulta, per alcuni dei comuni citati, addirittura inferiore rispetto a quella che separa il centro abitato di Mafalda dalla stessa centrale a biomasse.
Le dimensioni che la stessa assumerà saranno senza ombra di dubbio notevoli ed allarmanti in termini di impatto ambientale: basti pensare che la centrale raggiungerà altezze pari a 40 metri per il solo impianto ai quali si aggiungeranno altri dieci con la canna fumaria.
RIFLETTETE GENTE SULLE INEVITABILI COMPLICAZIONI CHE TALE INSEDIAMENTO PRODURRÀ NEL NOSTRO TERRITORIO IN TERMINI DI AMBIENTE TURISMO ED ECONOMIA.”
Il fondatore del gruppo dei “giovani mafaldesi” su facebook è ALESSANDRO MASTRANGELO e tra gli amministratori ci sono tutti i giovani mafaldesi compreso “Lorenzo Del Sole” un caro amico di Tavenna che si interessa alla questione biomasse ed insieme ai giovani ragazzi di Tavenna ha creato un link sul sito del paese stesso.
Che dire, il fenomeno giovani mafaldese è inarrestabile e dinamico proprio come un uragano…
Si può conoscere e studiare il fenomeno a scuola, si possono fare delle previsioni sulla durata ma non sulla reale portata.
Grazie a tutti continuate a scriverci.