lunedì 30 marzo 2009

Il "Progetto Mafalda": la soluzione alla crisi mondiale

Ieri 29 marzo è stata una giornata molto importante per la nostra battaglia contro la centrale a biomasse e il "Progetto Mafalda" in generale. In mattinata si è svolto a San Felice un incontro tra i dipendenti della SMI (Marrollo) e alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, mentre nel pomeriggio c'è stato un dibattito pubblico tra l' Amministrazione comunale e la cittadinanza di Mafalda presso la palestra comunale.

Purtroppo nessuna tv locale si è degnata di seguire gli eventi mentre soltanto un quotidiano regionale ha inviato un giornalista in palestra: evidentemente a Campobasso e dintorni succedono cose più importanti. Noi Giovani Mafaldesi invece erevamo presenti ad entrambi gli incontri...


L' incontro a San Felice. Davanti a una folla di circa 150 persone, dipendenti Smi e non, provenienti da San Felice, Mafalda, Dogliola, Tufillo e Fresagrandinaria, sono intervenuti sindaci, consiglieri provinciali, il presidente della provincia di Campobasso, rappresentanti dei sindacati e Lui: il Nostro Signor Sindaco Nicola Valentini. In un trionfo di retorica e discorsi fumosi, tra le tante parole spese, quelle che hanno attirato maggiormente la nostra attenzione sono state pronunciate dal Nostro, riguardanti (indovinate?) il mitico "Progetto Mafalda". Circa 150 operai perderanno il posto di lavoro a causa della dismissione degli impianti della Smi? Niente paura, c'è il "Progetto Mafalda"! La valle del Trigno tutta è in crisi occupazionale? Grazie a Dio c'è il "Progetto Mafalda"!! La crisi è mondiale? Allora non avete capito niente!?! Il "Progetto Mafalda" è la risposta!!! "Altro non c'è!", ha affermato orgoglioso (arrogante) il Sindaco Valentini. Lui che - poverino - è stato colpito da un fulmine a ciel sereno quando i dirigenti Smi gli hanno comunicato che presto chiuderanno gli impianti (peccato però che ci risulta che siano soci in affari Valentini e Marrollo) ha però subito pensato ad un grandioso piano di rilancio del territorio che occuperebbe non solo gli attuali 150 operai, ma arriverebbe a dar lavoro ad 860 (!) persone. Ma noi siamo troppo egoisti o strumentalizzati ed anche abbastanza ignoranti da non capire...Peccato però non aver ottenuto una risposta alla nostra domanda su quali siano i reali interessi della Smi nel "Progetto".


Abbiamo ottenuto comunque una piccola grande conquista dall' assemblea mattutina: il presidente della provincia di Campobasso, Nicola D'Ascanio, ci ha garantito che L' Ente che rappresenta sarà al nostro fianco nel contrastare la costruzione della Centrale a biomasse perché "la produzione energetica", queste le sue parole, ormai "è diventata soltanto una questione affaristica".

Ed ora veniamo al dibattito pomeridiano.
Ad accogliere una folla di oltre 250 cittadini, mafaldesi ma non solo, c' erano il Nostro Signor Sindaco Nicola Valentini e tutta la sua fedelissima Amministrazione: là seduti ad un tavolo, sul palco, sembravano il noto quadro di Leonardo da Vinci "L' ultima cena"; visto il periodo pasquale, la scenetta sembrava studiata ad hoc con Lui al centro nel ruolo di Nostro Signore e con tanto di Giuda Iscariota (preghiamo la persona interessata di non averne a male, Gesù avrebbe ragione di offendersi molto di più a nostro parere) che lo ha già abbandonato per tradirlo, sedendosi tra il pubblico.

Le premesse sembravano incoraggianti: scopo del pubblico dibattito era creare un clima di dialogo attorno al "Progetto Mafalda", per spazzar via ogni dubbio ed ogni timore sulla pericolosità della centrale a biomasse; in democrazia, in fondo, si fa così! E poi via al solito comizio valentiniano, un lungo monologo che tesseva le lodi della sua Idea e ci illustrava le “magnifiche sorti e progressive” di cui beneficierà Mafalda. Le nostre orecchie incredule hanno ascoltato numeri mirabolanti sia per quanto riguarda i dati sull'impiego sia per quelli sulle ricadute economiche. Ma noi, “egoisti strumentalizzati ignoranti”, siamo anche degli intellettualoidi codardi e non capiamo che il "Progetto Mafalda è la risposta.
Credete sia tutto?
Aspettate...
La Creatura del Signor Sindaco sarebbe potuta nascere prima, già dal primo gennaio di quest'anno, ma noi terroristi psicologici per giunta autolesionisti abbiamo rimandato il suo Avvento con le proteste e i ricorsi al Tar. La panacea di tutti i mali, il "Progetto Mafalda" arriverà più tardi.

Ed ecco il coupe de théatre: sospendiamo tutto fino al primo luglio, cioè dopo le comunali! Nicola Valentini, novello Ponzio Pilato, si lava le mani e lascia noi elettori liberi di decidere le sorti del Progetto, di sostenerlo o di demolirlo.
(Effettivamente i termini libertà di decisione e Nicola Valentini messi vicini sembrano, anzi, sono un grande ossimoro...)
E poi, vestito da starter di gare automobilistiche, il Signor Sindaco spara in aria il colpo di pistola che dà il via ufficiale alla campagna elettorale. Da una parte lui e il suo Progetto, il Bene Assoluto e la sua manifestazione, dall' altra chi non capisce e chi non vuol capire, a braccetto con Satana.

L' Armageddon ci sarà il 7 e l' 8 giugno. (Convertitevi e credete al Vangelo secondo Nicola!)

Siccome la magnanimità del Sindaco è senza pari, anche a noi umili cittadini viene concesso il diritto alla parola e ad ottenere persino una risposta da sua Bontà. Così, dopo il tormentato intervento di Fausto Matassa e il puntuale argomentare di un signore di Dogliola ricordiamo che questo paese sarà colpito solo dai lati negativi del progetto, e non da quelli ipotetici positivi come Mafalda), arriva il nostro turno.

Noi Giovani Mafaldesi facciamo ascoltare l'audio estratto dal video pubblicato nel post precedente e chiediamo al Sindaco il perché dell' incongruenza tra quelle parole e la realtà attuale; gli chiediamo se gli sembra che nel paese sia stata raggiunta una grande coesione sociale attorno al Progetto; ancora, perché nonostante abbia ripetuto per tre volte (con un sorriso che, però, è visibile solo dal video) che "questo è un argomento da referendum" e nonostante le nostre tre lettere che lo richiedeveno (il numero ricorre, ma siamo vicini alla notte in cui Pietro rinnegò per tre volte Gesù), di questa consultazione non c'è ombra; infine rivolgiamo le stesse domande ai giovani dell'amministrazione: tra coetanei magari ci si capisce meglio...


Ci viene chiesta un pò di pazienza, otterremo le nostre risposte quando saranno finiti gli interventi.
Cioè: mai!!! Prendono la parola un portavoce di Mafalda Viva, Biondo Mastrangelo, il presidente regionale del WWF Giuseppina Nigro (che ringraziamo per la sua presenza e per le cose di cui ci ha portato a conoscenza), Sandro Colagioia e infine Roberto Mastrangelo che pone una domanda a noi.
Siamo all' atto finale. Il nostro portavoce si alza per raggiungere l' amico e rispondergli, subito, davanti a tutti ma "siamo in democrazia, di grazia!", esclama irritato il sindaco, "hai già parlato, lascia parlare gli altri!"; questo scatena le ire di parte degli intervenuti mentre il Giovane Mafaldese (nella foto) se ne torna al suo posto.
Ma la democrazia è democrazia ed ha le sue regole, bisogna ascoltare tutti, non sempre gli stessi!! Allora il Sindaco, stanco di questo deficit democratico e di sentire sempre la stessa voce (la sua!!!), prende la decisione più democratica di tutte: si alza e se ne va.


Giù il sipario.

La sceneggiata è finita prima del previsto e gli attoniti consiglieri comunali, evidentemente imbarazzati e spiazzati dalla decisione del Capo, si precipitano in una repentina ritirata.
Anche questa volta il confronto con il sindaco non c'è stato.

Le nostre domande restano senza risposta. I consiglieri hanno dimostrato di non essere in grado di assumere una propria posizione, forse perché non ce l' hanno. I signori investitori della Dafin non si sono nemmeno degnati di intervenire. Nessun esperto, nessuno scienziato ci ha assicurato e fornito prove che la centrale a biomasse non fa male. In sostanza, una vittoria per il nostro fronte? Probabilmente si. Ma ancora una volta la grande sconfitta è la democrazia a Mafalda.
Ai Giovani Mafaldesi non resta altro che questo appello: tutti alle ruspe, DEMOLIAMO IL PROGETTO MAFALDA!!!

domenica 29 marzo 2009

Il giorno della verità

Si è appena terminato l'incontro della Dafin Spa e dell'amministrazione di Mafalda con la popolazione...
Stiamo preparando un resoconto accurato della giornata, nel frattempo vi proponiamo un video di vecchia data (di cui l'audio è stato fatto ascoltare pubblicamente proprio oggi), il video della serata in cui l'amministrazione di Mafalda, tra vino e tarallucci, presentò il "Progetto Mafalda";
questo è solo un piccolo riassunto del video che durava circa 2 ore, ma non per travisare i contenuti, bensì perchè la maggior parte della serata verteva sull'argomento "famiglie venezuelane" (che noi non discutiamo),e ben poco si è parlato, mischiando a altre energie alternative, della famigerata centrale.
Dopo queste puntualizzazioni fondamentali buona visione...

Visto questo video da noi montato (i suoni sono stati montati per far risaltare i punti che a nostro parere sono quanto meno bizzarri) la situazione attuale si è invertita: di famiglie venezuelane ancora neanche l'ombra, cosi come delle altre energie alternative, mentre per la centrale ci si è mossi molto e velocemente...

A voi i commenti...

venerdì 27 marzo 2009

Esempi da imitare

L’articolo che riportiamo di seguito è tratto da un quotidiano locale della città di Taranto (“Tarantosera- la voce della città-”); è stato pubblicato appena il 24 marzo 2009 e tratta nello specifico la decisione del sindaco di Fragagnano (TA) Maria Teresa Alfonso di opporsi alla realizzazione di una centrale a biomasse nel comune, appunto, di Fragagnano.
Possiamo tutti notare come il caso in questione sia molto simile alla vicenda che da mesi attanaglia il nostro paese, con la differenza che a Mafalda il sindaco è il più forte sostenitore del progetto, mentre a Fragagnano il sindaco “FACENDOSI PORTAVOCE DELLE PREOCCUPAZIONI DELLA POPOLAZIONE” ha ritenuto opportuno SCONGIURARE un simile rischio e cercare soluzioni alternative per lo sviluppo del paese.
Il sindaco di Fragagnano sottolinea il fatto che “E’ STATA UNA BATTAGLIA DIFFICILE, MA L’ABBIAMO VINTA, PASSANDO PER UNA RACCOLTA DI FIRME (3000) E LA PROPOSTA DI UN REFERENDUM”.

Il sindaco: «Ho vinto»
martedì 24 marzo 2009
FRAGAGNANO - Non ci sarà nessuna centrale termoelettrica a biomasse. La conferenza di servizi ha accettato le osservazioni dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Teresa Alfonso. L’impianto avrebbe dovuto nascere in contrada Cazzato a pochi chilometri dal centro abitato e nelle vicinanze delle discarica. La battaglia contro la centrale è cominciata prima del 2007, quando l’attuale sindaco era seduta tra i banchi di opposizione. “Mi feci portavoce delle preoccupazioni dei cittadini - ha spiegato questa mattina in conferenza stampa - perchè l’impatto ambientale sul territorio sarebbe stato notevole. Il timore era che, non essendoci produzioni di biomasse nelle vicinanze, quella centrale avrebbe finito per bruciare i rifiuti della discarica. In più ci sarebbe stato un incremento di smog per la presenza sul territorio di camion diretti all’impianto. Insomma è stata una battaglia difficile, ma l’abbiamo vinta, passando per una raccolta di firme (3000) e la proposta di un referendum. Anche la Regione e l’Arpa ci hanno dato ragione bloccando, con il loro parere negativo, l’autorizzazione che l’ex sindaco Spada aveva rilasciato alla società Setrif”. E’ tutta incentrata sulla tutela della saluta pubblica la conferenza stampa indetta stamane dal sindaco. Con lei c’erano l’assessore all’ambiente Vincenzo Di Maggio e l’assessore al bilancio Giuseppe Fischetti. Altri temi affrontati sono stati, infatti, gli impianti fotovoltaici installati sulla casa comunale e sulla scuola “De Amicis” e l’atto di indirizzo voluto dalla giunta per invitare i privati a installare impianti fotovoltaici sul territorio comunale. “I pannelli sistemati sul Municipio e sulla scuola - ha commentato il primo cittadino - ci stanno già dando i primi frutti. Uno schermo, in Comune, ci dice giorno per giorno quanto risparmiamo in materia di consumo di energia elettrica”. Maria De Bartolomeo

A Mafalda però le cose vanno diversamente…
Certamente però episodi come questi possono farci ben sperare!

E A PROPOSITO DI ESEMPI, L'APPELLO DEI GIOVANI MAFALDESI, PER L'INCONTRO CON LA DAFIN DI DOMENICA, E' DI PARTECIPARE, POTREMO ESSERE IN TANTI A FAR SENTIRE IL NOSTRO NO, E SE CHI DI DOVERE NON CI ASCOLTERA' ALMENO CI ASCOLTERANNO LE PERSONE...

lunedì 23 marzo 2009

RELAZIONE SULLA CENTRALE A BIOMASSE DI MAFALDA del dott. Salvatore Giuliano Franco

Pubblichiamo, per tutti coloro che volessero informarsi in merito, la relazione redatta dal Dott. Salvatore Giuliano Franco (esperto in strategie aziendali) sul progetto dell’inceneritore di Mafalda, e da egli illustrata nel convegno didattico organizzato dall’Associazione Mafalda Viva il 21/02/2009 presso la palestra comunale.

N.B. In aggiunta, nei prossimi giorni, pubblicheremo dei chiarimenti tecnici del prof. Gianni Tamino, (biologo membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, esperto sulle centrali termoelettriche a biomasse), riguardo dette centrali. Domande e risposte che faranno capire ulteriormente la pericolosità e l’assurdità di questi impianti, ovvero quello che si vuole realizzare a Mafalda.


Note critiche su una CTE 20 MWh a biomasse solide
Parte dell'impianto che s'intende costruire a Mafalda sul Trigno è costituito da un succedersi di più fasi che, in termini assai semplici e assai sinteticamente possiamo riassumere come segue:

l) raccolta e trasporto delle biomasse, ove per biomasse s'intende essenzialmente il CDR, e questo per motivi che sarebbe davvero pleonastico stare qui a ricordare;
2) stoccaggio delle biomasse in apposite aree dell'impianto;
3) trasporto del combustibili fino alla bocca del forno;
4) il forno previsto nel progetto è a griglia mobile in corrente d’aria forzata, questo per migliorare la combustione e raffreddare la griglia stessa che, per il mantenimento delle proprie caratteristiche meccaniche necessita anche di un flusso interno di acqua
5) va assolutamente segnato che, a fronte di un quasi sempre riscontrabile basso potere calorifico delle biomasse, è necessario immettere, per ogni tonnellata di combustibile, dai 5 ai 20 mc di gas metano, in media 12 mc/t;
6) il calore della combustione porta alla vaporizzazione dell'acqua in caldaia e le acque che alimentano la caldaia vanno preventivamente trattate;
7) il vapore, a 55 bar e 420° C aziona il turboalternatore che produce energia elettrica;
8) poiché il principio del “nulla si crea e nulla si distrugge" è più che mai valido anche in questo caso, durante il processo di combustione si aggiungono, al CDR, l'ossigeno dell'aria, acqua e metano, ed è per questo che il prodotto in uscita è maggiore delle quantità delle sole biomasse in entrata;
9) per ogni tonnellata di combustibile solido si ha, mediamente, una produzione di:

  • 1000 kg di fumi immessi in atmosfera,
  • 300 kg di ceneri pesanti e scorie,
  • 30 kg di ceneri volanti

10) il raffreddamento delle ceneri pesanti e scorie si realizza mediante immissione delle stesse in apposite vasche piene d'acqua;
11) per raffreddare una sola tonnellata di ceneri pesanti e scorie necessitano 2500 litri di acqua che, prima d'essere scaricata in ambiente, deve essere depurata;
12) il raffreddamento delle stesse acque e la loro depurazione non è mai totale, e quindi, per ogni tonnellata di biomasse, si immettono in ambiente oltre 700 litri di acque inquinate;
13) i fumi caldi della combustione che, per legge, non possono assolutamente avere una temperatura inferiore agli 850°C, meglio se oltre i 1.000 ° C, vanno poi opportunamente trattati in sezioni multistadio per filtrare gli agenti inquinanti, con capacità di trattamento di 125.000 Nmc/h;
14) mediamente si immettono in ambiente, per ogni t di CDR, 6.000 mc di fumi alla residua temperatura di ca. 140° C.;
15) le ceneri pesanti e le scorie vanno generalmente smaltite in discarica;
16) le ceneri volanti e le polveri, cernite dal sistema di depurazione dei fumi, sono rifiuti particolarmente tossici da smaltire in speciali discariche.

A questo punto, per rendere più semplice e comprensibile il sistema proviamo a disegnare una veduta d'insieme.
Sappiamo che una (CTE a biomasse solide che, per i necessari controlli e una sua vitale ordinaria manutenzione deve subire ogni anno, l'interruzione di un mese, resta accesa e funziona, ogni anno di vita, per una media di 8000 ore.

Una CTE a biomasse solide da 20 MW assorbe nell'anno:
l) 200.000 t di biomasse con tasso d’umidità assai contenuto, pari a 600 t al giorno e 25 t l'ora;
2) 110.000 mc. di acqua per alimentare la caldaia generatrice di vapore, pari a 33 mc/g e ca. 14 t/h;
3) ca 150.000 mc di acqua per raffreddare le scorie e le ceneri pesanti, pari a più di 45 mc/g e ca. 2 mc/h;
4) 2.400.000 mc di gas metano per facilitare la combustione e mantenerne alta la temperatura, pari a 7.200 mc/g e 300 mc/h;


Per contro restituisce nello stesso anno:
1) 160.000 MW di Energia Elettrica, pari a 480 MW al giorno e 20 MW/h;
2) 550.000 t di vapore se immesso liberamente nell’atmosfera a 70°C, pari a 1.650 t/g e ca. 70 mc/h;
3) 1.200.000.000 mc di fumi a 140°C e da purificare, pari a 3.600.000 mc/g e 150.000 mc /h, pari questi a 25 t/h, in precisa corrispondenza con le 25 t/h di combustibile;
4) 150.000 mc di acqua ancora calda e inquinata; pari a 450 mc/g e 19 mc/h;
5) il calore generato dalla CTE e immesso nell’ambiente, se non altrimenti utilizzato, è di ca. 3 MW per 1 MW di EE prodotta, per un totale annuo di ca. 480.000 MW di calore equivalente;
6) 12.000 t di polveri sottili e ceneri volanti pari a 36 t/g e 1,5 t/h;
7) 67.000 t di ceneri pesanti e scorie, pari a 200 t/g e 8 t/h.

Tutti gli inquinanti catturati non vengono in realtà eliminati ma, anziché entrare nell'atmosfera, sono filtrati e concentrati o nelle ceneri o nelle acque di scarico.
Tralasciamo allora di parlare qui delle scorie, delle ceneri pesanti e delle acque e facciamo solo una breve ricognizione su tutto ciò che si immette nell’atmosfera:
* grandi quantità di calore
* grandi quantità di fumi

In termini molto pratici facendo il paragone con auto che percorrono nell'anno 10.000 km in ciclo urbano, possiamo dire che, nell’anno, una CTE da 20 MW a biomasse solide, immette, oltre a decine di altri inquinanti noti e altre centinaia di inquinanti ancora sconosciuti, in kg e in numero equivalente di auto:

1) Polveri kg 16.000 n. auto 31.000
2) Acido cloridrico kg 32.000 assente
3) Acido fluoridrico kg 1.500 assente
4) Ossidi di azoto kg 320.000 n. auto 58.000
5) Anidride solforosa 160.000 n.d.
6) Monossido di carbonio 8O.000 n. auto 22.000
7) Sostanze organiche volatili 16.000 n. auto 4

Potremmo aggiungere 500 kg di mercurio, 1500 kg di cadmio, 60.000 kg di zinco e poi, tra le sostanze più tossiche e meno monitorabili mai studiate, i furani, l'esaclorobenzene e le diossine.

In conclusione, in Italia, i fautori delle megacentrali per la produzione di energia elettrica mediante inceneritori, termovalorizzatori o l’uso delle biomasse, solide e liquide, o sono ciechi, o sono stupidi o sono fortemente politicizzati.

L'inceneritore di Terni nel 2008 è stato posto sotto sequestro per emissioni gassose non a norma e perchè nelle acque di scarico sono state rilevate alte concentrazioni di mercurio, cadmio, acido cloridrico e diossine.

L'inceneritore di Trieste, a costo di creare una assai pericolosa emergenza rifiuti, solo due anni fa fu posto sotto sequestro perché produceva diossine in quantità oltre dieci volte superiori al limite massimo consentito.
E' di oggi la notizia che i due inceneritori di Colleferro sono stati posti sotto sequestro perché, conniventi molti insospettabili bruciavano rifiuti tossico-nocivi, con gravissima compromissione ambientale.

L’ENEA, nell'ormai lontano 1995, aveva stimato che, in Italia, il 70% della produzione di furani e diossina fosse dovuta alla presenza degli inceneritori.

Brescia, con il suo megainceneritore d'avanguardia, è la città più inquinata d'Italia e smista le polveri del suo, ”termovalorizzatore” nelle miniere di salgemma della Germania, che vengono usate anche per lo smaltimento di rifiuti radioattivi.
Un “inceneritore”, e smettiamola di definirlo falsamente e ipocritamente Termovalorizzatore, è solo un impianto che, anche se tratta materiali abbastanza innocui come i CDR, produce, grazie al processo di combustione, una quantità di sostanze tossiche.

Ogni inceneritore ha sempre bisogno di una discarica dove inviare le ceneri prodotte dall'impianto, pari in peso al 30% del combustibile ed anche dove stoccare quello conferitogli nel mese di sosta obbligata ma, in più, di una discarica speciale dove smaltire tutto il tossico-nocivo che produce.

Gli stessi reflui liquidi prodotti in discarica creano alla gente problemi sanitari di molto suipeiori a quelli che producono gli inquinanti dispersi nell'atmosfera da un inceneritore.

Negli U.S.A che ci hanno preceduto di molti anni nella termodistruzione del CDR, in molti Stati e grandi Città hanno già bandito il sistema, come in parte del Canadà; in Belgio vige una moratoria per 5 anni; in Gran Bretagna si respingono sempre più proposte, malgrado la forza delle Lobby; Amsterdam ha cancellato tutti i progetti di inceneritori; in Olanda e in Germania prevedono già di dimettere anche tutti quelli ancora esistenti; la stessa Francia sta riconsiderando la sua politica di smaltimento dei rifiuti basata proprio sulla termodistruzione; e così via.

In Giappone è stato inoppugnabilmente rilevato che esiste una precisa correlazione tra una serie di disturbi nei bambini e la distanza degli impianti: e così anche per il linfoma di Hodgkin, il tumore polmonare, i sarcomi nei tessuti molli, i tumori pediatrici, le malformazioni neonatali, ma queste precise correlazioni con la presenza di inceneritori è stata rilevata anche in Italia.

Questa breve trattazione rischierebbe di trasformarsi in un incubo se solo si iniziasse a parlare del diverso e terribile potere distruttivo che hanno sulla salute degli essere viventi le cosiddette particelle “grossolane”, “fini” e “ultrafini”.

A tutto questo si aggiunge che i termovalorizzatori consumano più energia di quanta ne producono e questa costa molto, ma molto di più di quella prodotta con centrali tradizionali .

Si prevede che la soluzione più economica e non nociva potrà essere solo quella della raccolta indifferenziata dei rifiuti, con successiva e molto articolata differenziazione meccanica, e il reale utilizzo dei materiali selezionati.

Nel mentre la Ricerca studia e trova le giuste soluzioni tecniche, è opportuno incrementare la raccolta differenziata ed educare il cittadino, le aziende e le industrie a produrre meno CDR possibile, a evitare gli sprechi, a contrastare l'usa e getta, a ridurre gli imballi, a utilizzare contenitori biodegradabili.

Le micro CTE a biomasse solide, non superiori a 2 MW, sono comunque realizzazioni altamente positive ed encomiabili purché proporzionate al territorio immediatamente circostante.

Ogni realizzazione dovrebbe: però essere preceduta da un accurato studio d'impatto ambientale, portato avanti con l'indispensabile consulenza delle diverse figure professionali" purché non politicizzate, che, con scienza e coscienza, possono indicare le giuste soluzioni nel rispetto della terra, delle acque e dell’aria.

Dott. Salvatore Giuliano Franco
esperto in strategie aziendali.



venerdì 20 marzo 2009

PRESENTATO IL “PROGETTO MAFALDA”. A TERMOLI…

Ieri 19 febbraio è stato presentato alla stampa il Progetto Mafalda presso la sede dell’associazione Industriali a Termoli.

Noi Giovani Mafaldesi ci poniamo diverse domande…

Prima di tutto: perché a Termoli e non a Mafalda?
Non ci convince la risposta dei rappresentanti della Dafin, che dice: “Perché è un intervento di grandi dimensioni, quindi di interessi vasti”.
SI VOLEVA FORSE RIDURRE AL MINIMO LA PRESENZA DEI CITTADINI CHE, TRA L'ALTRO, DURANTE LA SETTIMANA LAVORANO? QUESTI INTERESSI VASTI FORSE NON COINCIDONO CON QUELLI DEI MAFALDESI…

Ancora, a proposito dell’ impatto ambientale, il responsabile Ambiente e Comunicazione del progetto, Daniele Barbone, ha detto: “E’ ovvio che dipende da quello che entra nell’ impianto. Si tende spesso a strumentalizzare, si parla di DIOSSINA, di sostanze che creano allarme nella popolazione, ma sono timori COMPLETAMENTE INFONDATI per Mafalda, in quanto non utilizzeremo plastica o altri materiali, ma semplicemente prodotti vegetali. Sono previsti inoltre 4 stadi di abbattimento degli inquinanti, per cui l’impianto rispetta in pieno le normative vigenti. Tutti i dati sulle emissioni – secondo quanto stabilito dalle autorizzazioni – saranno costantemente monitorati, con lo Sme, cioè con una serie di indicatori al secondo che saranno on line. Quindi ogni cittadino potrà essere informato. E sono previsti controlli su matrici ambientali differenti nell’area del Trigno”.

Ci chiediamo: COSA ENTRERA’ REALMENTE NELL’ IMPIANTO? Chi ci garantisce che la centrale non inizierà a bruciare anche rifiuti dopo alcuni anni dall’ inizio del suo funzionamento, viste anche le voci che parlano di smaltimenti "sospetti" nella zona?
Ricordiamo che lo smaltimento di rifiuti urbani è consentito anche dalla legge.
Basteranno le garanzie fornite da Barbone?
Sui 4 stadi di abbattimento degli inquinanti vi rimandiamo al video del prof. Montanari che, ripetiamo, non è l'ultimo arrivato, come molti sostengono su questo blog.
Inoltre come si legge, il sig. Barbone minimizza sostanze come la DIOSSINA... Questa leggerezza non fa che aumentare le nostre perplessità cosi come quelle dei cittadini mafaldesi, ai quali era stato promesso un referendum che ancora non si è visto.

Infine: “Per la cantierizzazione saranno impiegate alcune centinaia di operai mentre i posti per le attività dirette saranno occupate 45 – 50 persone”, sono ancora parole di Barbone.
DA DOVE VERRANNO GLI ALTRI 750 POSTI DI LAVORO PROMESSI, PIU' DI UNA VOLTA, DALL'AMMINISTRAZIONE ?
Si parlava dei posti provvisori per la costruzione della centrale? Ma quale ditta a Mafalda potrebbe essere in grado? Faremo tutti gli autotrasportatori a lavori finiti?
Tenendo anche conto che 200-50=150, quindi l'amministrazione di Mafalda e il sig. Marrollo partono gia con uno "svantaggio" di 150 posti di lavoro persi.
Molti dicono che Marrollo avrebbe chiuso comunque lo stabilimento, "che coincidenza!!" rispondiamo noi.

Chiudiamo informandovi che, nonostante si senta dire ultimamente che i Giovani Mafaldesi si sono spenti, siamo vivi, vegeti e laboriosi, e stiamo preparando alcune cose per voi lettori, mafaldesi e non solo...
Non vi anticipiamo altro per ora...


lunedì 9 marzo 2009

A scanso di equivoci...

Leggendo gli ultimi commenti sono emersi alcuni punti:
- con nostra grande soddisfazione, sono finalmente arrivati pareri positivi alla centrale sul nostro blog, quindi speriamo si possa dialogare in modo costruttivo e civile (l'invito e rivolto a TUTTI)
- molte persone (sempre tra le pro-centrale, e non solo su questo blog, ma anche parlando per strada) ci accusano di fare confusioni tra centrale a biomasse, termovalorizzatori e inceneritori.
Noi crediamo di avere capito bene le differenze (e le "non-differenze") grazie ad alcuni documenti e video ad opera del dott. Montanari, comunque a scanso di equivoci, quello che vi proponiamo qui sotto è dedicato precisamente alle centrali a biomassa.
Ricordiamo che questi sono video facilmente reperibili, ma non per questo non attendibili (questo video è registrato durante una conferenza del dottore stesso).


- infine ci siamo accorti che i commenti sono sempre di piu, ma la velocità della linea del paese interessato, la nostra amata Mafalda, rimane la stessa e deludente... quindi cercheremo di pubblicare più articoli per far si che non ci voglia un eternità ad aprire le pagine dei commenti... riguardo il video sopra anche se ci mettera molto a caricare (è abbastanza lungo, circa 8minuti) ma vi consigliamo di vederlo (se proprio dovessero esserci problemi cercheremo di trascrivere il testo)...

Buona visione...

venerdì 6 marzo 2009

Che il signore sia con noi


QUESTA è UNA LETTERA CHE I VESCOVI DEL MOLISE E D'ABRUZZO HANNO INVIATO A TUTTA LA POPOLAZIONE:

AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE


L’inizio del Nuovo Anno 2009, pur segnato da una preoccupante recessione economica e da una crisi che già sta incidendo negativamente sulla serenità di tante persone, è occasione propizia per ravvivare la speranza ritrovando le ragioni vere di un rinnovato impegno.
Come Vescovi e Pastori non possiamo ignorare la sofferenza e il disagio delle famiglie che vedono diminuire sempre più i mezzi indispensabili di sussistenza, né possiamo restare indifferenti davanti alla disaffezione verso la partecipazione democratica alla vita del Paese, quando l’alta percentuale di astensione al voto manifesta la sfiducia verso le istituzioni politiche.
Per questo abbiamo deciso di proporre una riflessione alle nostre comunità e a tutti gli uomini e le donne di Abruzzo e Molise perché ci sentiamo interpellati con loro in un esame di coscienza che, lungi dal farci sentire giudici gli uni degli altri, può costituire la base di rilancio e di rinnovato impegno per tutti.

I. La perenne attualità delle Beatitudini evangeliche.
Le Beatitudini si ripropongono con urgenza alla nostra coscienza. Tutti siamo chiamati a verificarci sulle parole di Gesù: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Evochiamo soltanto qualcuna delle Beatitudini.
La povertà, quella che incrociamo lungo le strade, ma anche come scelta di vita più sobria e aperta alla condivisione, mai al di sopra delle proprie possibilità; la mitezza, che è il contrario di arroganza, orgoglio, voglia di predominio sugli altri; l’impegno per la pace, non solo a livello mondiale, ma anche familiare, comunitario, politico; la purezza, come trasparenza di vita, di comportamenti, di fedeltà a Dio e agli uomini; la misericordia, cioè il sentirsi tutti responsabili del bene altrui.

II. Il “bene comune”: una responsabilità che riguarda tutti.
Il bene comune impegna tutti i membri della società: nessuno è esentato dal collaborare, a seconda delle proprie capacità, al suo raggiungimento e al suo sviluppo, “con umiltà e mitezza, competenza e trasparenza, lealtà e rispetto verso gli avversari, preferendo il dialogo allo scontro, rispettando le esigenze del metodo democratico, sollecitando il consenso più largo possibile per l’attuazione di ciò che obbiettivamente è un bene per tutti”.
Questa convinzione, fondamentale per la vita di una società, attraversa oggi una crisi profonda perché si va diffondendo l’idea che prioritario sia il profitto privato da ricercare a tutti i costi, specie quando si assumono delle responsabilità politiche. Gli scandali, che vengono alla luce nel nostro Paese senza più distinzioni di localizzazioni geografiche o appartenenze politiche, contribuiscono a consolidare un’opinione pubblica non adeguatamente informata e abituata a generalizzare. Ne consegue il crescente distacco tra Paese reale e Paese legale e l’aumento del numero di coloro che prendono le distanze dalla partecipazione attiva alla vita democratica.
Come Vescovi siamo già intervenuti alcuni mesi fa sulla “questione morale” nella vita politico-amministrativa.
L’alta percentuale di astensione del voto, nelle recenti consultazioni regionali in Abruzzo, è un dato molto preoccupante che, lo diciamo con sofferenza e chiarezza, non può essere giustificato dalla volontà di prendere distanze da comportamenti di singoli amministratori o politici.
La prospettiva in cui dobbiamo vivere l’impegno per il bene comune ci viene suggerita dall’apostolo Paolo: l’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore ( Romani 13,10). Egli in diverse occasioni affronta il problema dei rapporti del credente con l’autorità politica e richiama la responsabilità a collaborare nel rispetto reciproco e non avendo altro debito con alcuno, al di fuori delle carità.

III. La politica come servizio, espressione della carità.
In questo contesto intendiamo condividere la diffusa esigenza di un rinnovamento morale e generazionale della politica. Non si tratta di prendere posizione a favore o contro l’uno o l’altro schieramento partitico o politico, quanto piuttosto di richiamare quei valori fondamentali e quell norme di comportamento che ogni elettore si aspetta da colui in cui ha risposto la fiducia per l’amministrazione della cosa pubblica.
La politica eticamente sostenuta richiede sempre più persone capaci di governare cioè capaci di discernere in maniera lungimirante, valorizzando il positivo, intuendo il futuro, avendo uno aguardo d’insieme.
Con questo messaggio, intendiamo così farci voce del bisogno di nuova moralità che si avverte nella vita sociale della nostra gente, e ribadiamo quanto già affermato in luglio circa “le preoccupazioni per le ricadute degli eventi in atto, soprattutto sulla situazione dell’assistenza sanitaria, in specie ai più deboli, nonché sullo sviluppo economico della regione, con conseguenze drammatiche sul lavoro e la vita di tante famiglie”.
Con spirito di collaborazione ci rivolgiamo anche a quanti sono stati eletti, e perciò chiamati ad esercitare un preciso servizio a favore della comunità regionale, quanto piuttosto per incoraggiarli in questo momento non facile per la vita del Paese. Proponiamo alla loro riflessione un decalogo ispirato alla dottrina sociale della Chiesa.

1 Il potere è al servizio del bene comune e la politica è il più esigente esercizio di carità genuina e verso le categorie più deboli: i poveri, gli umili, i piccoli. L’uso del pubblico potere e del pubblico denaro va sempre orientato per il bene comune e non per favorire affari personali e di gruppo o per creare clientele. La trasparenza riguardo i patrimoni personali potrà incoraggiare la fiducia degli elettori.
2 La politica attiva comporta una crescita di responsabilità e forme di democrazia ascendente che prevede luoghi permanenti e periodici di partecipazione: circoli, associazioni culturali, volontariato, società civile. LA politica ha ancora il compito di garantire la partecipazione responsabile i soggetti sociali, avendo di mira e privilegiando gli interessi delle persone e delle comunità intermedie. Nei confronti di queste essa si pone come sostegno e coordinamento nel rispetto del principio di sussidarietà e di un sano pluralismo personalista e comunitario.
3 Il rispetto delle altrui posizioni favorisce il dialogo con amici e avversari; il rifiuto della rissa e dell’intolleranza sviluppa una sana competizione delle idee per risolvere i problemi, riducendo la conflittualità esasperata, incrementando la collaborazione con spirito costruttivo sui temi del bene comune.
4 Il requisito della coerenza ha conseguenze sui comportamenti nella vita pubblica. I mutamenti di schieramento, sempre possibili per motivi di coscienza, dovrebbero richiedere le dimissioni dall’incarico. La coscienza politica deve favorire e promuovere i valori della persona, quali la dignità, il diritto al lavoro, la giustizia, la promozione della cultura, la crescita della moralità civile, la custodia della famiglia, il rispetto della vita e la crescita della sua qualità, la non violenza, la libertà di pensiero, di azione e di religione.
5 Va ribadito il rifiuto e la denuncia di comportamenti immorali e disonesti, come la corruzione, la concussione, la menzogna, la calunnia, il clientelismo, l’associazione per delinquere, l’abuso e la truffa. A tal fine potrà essere di aiuto l’elaborazione di codici etici condivisi.
6 Occorre impegno per favorire la cultura della legalità, che rispetti e faccia rispettare le regole e le procedure democratiche. Gli eletti a cariche pubbliche avvertano il dovere di essere testimoni esemplari del rispetto delle leggi.
7 Gli amministratori abbiano una adeguata preparazione politica, giuridica, amministrativa, storica, economica e sociologica. A tal fine si incoraggiano i luoghi e strumenti di formazione permanente. Gli incarichi di secondo livello vanno affidati a persone competenti, di provata moralità e testimoniata onestà professionale.
8 La selezione della classe dirigente amministrativa premi il merito, la competenza e rifugga dall’affidarsi a simpatie, legami personali o familiari, ripicche, vendette.
9 L’impegno politico amministrativo richiede un limite di mandato e periodi di tempo determinato, con fasi opportune di astensione tra incarichi dello stesso tipo.
10 L’attenzione ai problemi specifici del territorio in cui si opera va coordinata e misurata sulla base del principio di sussidarietà con una visione aggiornata alle soluzioni nazionali e internazionali. La presenza assidua negli organismi amministrativi e di governo va apprezzata come va condannata ogni prassi di assenteismo.


Quanto detto rimanda all’appello di coscienza morale rettamente formata. Ciascuno si sforzi di agire sempre in obbedienza alla Verità, alla Giustizia, al Bene. Come credenti, ricordiamo l’urgenza di misurarsi costantemente sul giudizio di Dio.
A questo criterio intendiamo ispirare le nostre scelte personali come quelle delle chiese che ci sono affidate.

Chieti 25 febbraio 2009-02-28


Arcivescovi e Vescovi
della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana

lunedì 23 febbraio 2009

Yes We Can

Mentre ci prepariamo a esporvi l'accaduto durante l'incontro avvenuto questo fine settimana, vi invitiamo a visitare il blog del nostro amico Antonio Fasciano, che è stato, come sempre, bravo e veloce a pubblicare informazioni, e vi proponiamo un file audio che è rimasto nel nostro "archivio" per circa due mesi e che abbiamo rispolverato come introduzione al nostro piccolo intervento domenica 22 febbraio:

Parole “sacrosante” del Sindaco Nicola Valentini:



“Il Sindaco in pubblica piazza vi ha detto: si può fare…..cioè si può bloccare le biomasse. Ve l’ho detto in pubblica piazza, me l’hai chiesto tu, oh allò!!!”

Un’altra bugia?
A quanto pare sembrerebbe di si. A circa due mesi dal nostro incontro con il primo cittadino, abbiamo avuto la conferma che anche quelle frasi non erano altro che bugie!
Perché ad oggi, alla Sua promessa di poter bloccare la centrale a biomasse, Lei caro Sindaco, ha fatto il contrario di tutto ciò che aveva espresso in pubblica Piazza?

Sotterfugi, nessuna trasparenza nei confronti dei cittadini, compresi noi Giovani Mafaldesi, tutto all’unico scopo della sottoiscrizione della convenzione con la Dafin, quindi l’approvazione del progetto della centrale a biomasse.

Dalle parole che qualcuno ha simpaticamente registrato, si cita la ormai stra-usata frase del presidente USA, ma la nostra domanda sorge spontanea: “si può fare! SI, MA COME??”
Andando contro il sindaco stesso probabilmente, perché di dialogo non ne abbiamo visto!

A Voi tutti una piccola riflessione.

Infine vi riportiamo la traduzione, più fedele possibile, dallo spagnolo della pagina di presentazione del “Progetto Mafalda' destinata al pubblico venezuelano, che abbiamo commentato e distribuito ai presenti sempre domenica.
Si trova sul sito dell'Università Cattolica Andres Bello (UCAB) di Caracas, Venezuela:

Il “Progetto Mafalda” viene promosso in Venezuela da INCUBIZ (Business Incubator) un’ agenzia di consulenza situata nella Facoltà di Ingegneria della UCAB ed è diretto da Henry Gasparin Ph.D. (residente a Miami, Florida, USA) e Alirio Villanueva.
In questo INCUBIZ, l'unica impresa esistente è quella del Progetto Mafalda.
Il riferente di INCUBIZ in Italia è la società di consulting “MADRUZZA & ASSOCIATI”Sas di Padova, della quale socia ed amministratrice
è Cristina Bonetti, già membro del Gruppo Giovani di Confindustria, componente della Giunta Nazionale di Confindustria, del Consiglio Direttivo nazionale e della Giunta di Assoconsult, costituente nazionale del Partito Democratico.
Le ditte o persone menzionate dal docomento sono:
- DISTILLERIA.D'AURIA Spa, Ortona (CH)
- FONTEOLICA Srl, Borgo D'Ale (VC), società costituita da ENERMIA di Milano ed ENERMILL di Torino e partecipata per 50% da CONSIAG multiutility di Prato
- Architetto THOMAS LUGO
- UCAB Consulting: "incubazione", Caracas, Venezuela
- UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA (nessuna traccia di relazione con UCAB trovata)
- SVILUPPOITALIA oggi nota come INVITALIA, (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa)
- BCC DELLA VALLE DEL TRIGNO, San Salvo (CH)
L' UCAB - Università Cattolica Andres Bello di Caracas è un istituto di istruzione superiore della Compagnia di Gesù fondata nel 1953.
Centro per la ricerca e lo sviluppo di Ingegneria
In una piccola cittadina chiamata Mafalda situata al confine tra Molise e Abruzzo, su una collina a circa 15 km dal mare Adriatico, dietro Vasto e San Salvo, si sta realizzando un nuovo progetto per rivitalizzare e rinnovare da ogni punto di vista (economica, sociale, urbanistica) portato avanti come un esempio di sviluppo sostenibile nel rispetto dell'ambiente e delle radici storiche e culturali e, soprattutto, per la qualità della vita dei suoi abitanti. Questo progetto è promosso dal Sindaco, dalle autorità locali e dalla Banca Regionale ( Bcc Valle del Trigno).
il progetto è ora pienamente operativo. Per essere parte di questo, stiamo invitando un gruppo di persone che potrebbe essere interessata a vivere in Italia, in particolare a Mafalda per partecipare come soci-investitori delprogetto. Tale progetto di investimento è altamente redditizio esaminato ed approvato dal Comune e dalla regione. Alcuni di questi sono già in corso e altri in fase di pianificazione.
Stiamo invitando a venire a vivere li un gruppo di 50 famiglie venezuelane con radici italiane. Ciò offre una soluzione sicura e conveniente per tutti i problemi inerenti. Il programma prevede soluzioni concrete per la salute, l'alloggio, l'istruzione, l'adattamento, varie procedure, il reddito, ecc.
Tutto è promosso dal Comune di Mafalda e sponsorizzato dalla Banca Cooperativa Regionale (BCC) le autorità regionali e gli abitanti del paese.
Obiettivi
- Sviluppo economico, sociale, urbanistico di Mafalda stabile e duraturo nel tempo.Nell'ambito delle linee direttrici delle "Soft Economy".Rispetto per l'ambiente, la storia e i costumi. Adattando tutto al territorio. Ricerca dei vantaggi comparativi del posto.Una maggiore attenzione alla qualità della vita.
- Essere d’esempio per l'Italia. Stiamo dando un totale rinnovamento alla località dal punto di vista economico, sociale, demografico e urbanistico in moto tale da poter diventare una "coppa d'argento."
In 10 anni (periodo 2008-2018) si propongono diversi obiettivi:
1.L'installazione di due generatori di energia pulita utilizzando fonti rinnovabili.
2.L'installazione di un Centro di ricerca di energia pulita.
3.Dare un impulso al turismo locale creando un Albergo diffuso, un centro culturale, e la promozione del commercio equo e solidale e di eventi culturali.
4.Patrocinio e sostegno per la creazione di imprese e aziende private che integrano il dinamismo economico, commerciale e industriale.
5.Produrre a partire dal primo anno un cambio della tendenza demografica che ci porterà a raggiungere una popolazione di 2800 abitanti nel 2018.
6.Essere classificati tra i primi cinque in Italia in termini di soddisfazione e qualità della vita dei suoi abitanti.
7.Essere uno dei principali centri di eccellenza e un punto di riferimento per tutta l'Italia centrale.
Cosa offriamo alle famiglie venezuelane
Un luogo in pieno sviluppo, che sta generando tutti i tipi di opportunità per le famiglie che sono alla ricerca di un posto per vivere in Europa.
In concreto si offre:
Essere ricevuti come in nessun altro luogo del mondo, in cui sia la popolazione come le autorità vi stanno aspettando a braccia aperte.Supporto per avviare la propria attività:Consulenza UCAB Consultino,Consulenza Madruzza & Associati,Credito sia pubblico che privato,Sostegno delle autorità sia per l'ottenimento di permessi che per le altre questioni locali.Opportunità di investire in progetti ad alta redditività e basso rischio, in pieno sviluppo nei settori dell'energia, del turismo e altri sono emergenti.Trasferirsi in una comunità in cui Lei farà parte di un gruppo di famiglie con le stesse origini e le stesse speranze.Progetti di edilizia abitativa al costo, con prestiti bancari pre-approvati. Vivere in una cittadina nel centro Italia vicina a diversi grandi centri urbani, in cui si dispone di tutti i servizi del mondo moderno, ma con una straordinaria qualità della vita, in una zona incontaminata e tranquilla, senza problemi di congestione del traffico.Supporto nelle procedure prima di partire ed una volta arrivati in Italia.
Città nelle vicinanze
Roma 2 1 / 4 ore ,Pescara 1 ora,Napoli 2 ore e mezza, Campobasso 30 min, Vasto 20 min, Termoli 30 min,Isernia 45 min.
Attrazioni Vicine
Spiagge 20 min,Stazioni di sci invernale 50 min,Centri commerciali 20 min, Parchi di divertimento 30 min,Percorsi forestali 0 min,Cinema 20 min,Teatri, Musei 20 min.
Spettacoli ed Eventi
Palestra,Eventi etnici ,Fiere culturali e commerciali
Progetti
[foto dell'impianto fotovoltaico di Priolo]
Priolo, Italia
Piani di investimento
Energia Pulita ,Residenze d'assistenza a persone anziane ,Sviluppi turistici ,Albergo diffuso,Ristorante,Commercio di artigianato ,Fondi d'investimento
Aspetti Urbanistici
Nuovo Piano Regolatore,Apertura ufficiale del "Comune" allo sviluppo di energia alternativa pulita ,Nuovo piano del traffico ,Acquisizione di case ,Centro sociale per gli anziani ,Nuove strade e marciapiedi ,Nuovi posti letto.Imprese del settore energetico pulito
Distilleria D'Auria Spa ,Fonteolica Srl
I progetti per i nuovi partecipanti
Allevamento di suini con alta tecnologia ,internet a banda larga ,Campi di calcetto con riscaldamento,Serra riscaldata
UCAB Consulting
Centro di ricerca di energie alternative ,Sito web, Internet a banda larga del progetto ,Ottimizzazione energetica case
Qualità della vita
Tranquillità,Sicurezza,Ambiente naturale, incontaminato ,Per essere cittadino di prima classe dal primo momento,Avete la storia, la cultura a portata di mano,Vivere in Europa,Con tutte le comodità del mondo di oggi ,Per avere un conto bancario, carte di credito, ecc, a partire dal primo giorno
Salute
Sistema sanitario statale,Assicurazione collettive con compagnie di assicurazioni europee di prestigio
Alloggio
Nuovi appartamenti in zona con vista spettacolare (Ripalda Vecchia?)
Appartamenti e/o case ristrutturate nel centro storico ,Diverse nuove case fatte da ordinare,Tutte dotate di finanziamento bancario a 20 anni, con bassi tassi di interesse (circa il 4%),Progetto dell'Architetto Thomas Lugo,Posizione di case in vendita da rimodellare
Posizione di terreni adatti
Sostenitori
La garanzia del Comune della città,Sostegno della BCC ,Progetti d'investimento con la benedizione e l'approvazione delle autorità locali ,Abitanti del luogo: gente ospitale, semplice, educata, colta, vi riceverà a braccia aperte (Consiglio comunale aperto avvenuto il 27 dicembre 2006).
Sostegno e finanziamento di progetti di qualsiasi attività che possano portare alcune famiglie.
Alloggio con piani di finanziamento per gli acquirenti
Un team di persone in Venezuela e in Italia per fornire un sostegno durante tutto il processo
Istruzione
Scuola locale fino a alla classe media ,Trasporti comunali per studenti che scegliono gli studi superiori (Vasto,Termoli, Campobasso),Università in diverse vicine città (Roma, Venezia, Pescara, Chieti, L'Aquila, Napoli, Termoli, ecc)
Supporto per i nuovi imprenditori
UCAB Consulting: "incubazione" in Venezuela,Università degli Studi di Padova e Sviluppoitalia: "incubazione" in Italia,fondi di Aiuti Ufficiali.Settore bancario: BCC della Valle del Trigno.Supporto delle grande aziende del progetto
Procedure e ruoli Consolato
Consulenti specializzati in Venezuela,Sostegno del "comune"
Requisiti della famiglia
Almeno uno dei coniugi deve avere la cittadinanza europea,
deve essere convinto di vivere in Italia. Noi non vogliamo convincere nessuno a lasciare il Venezuela
Dovrebbe avere la capacità di un investimento dell'ordine di 100.000 euro.
Almeno uno dei coniugi deve parlare italiano
Direzione delle tecnologie dell'informazione
© 2008 UCAB Caracas – Venezuela.

venerdì 20 febbraio 2009

INVITO DELLA DAFIN S.P.A

Gentili utenti,
vi riportiamo l'invito che la DAFIN S.P.A ha inviato ai Giovani Mafaldesi con annessa la nostra risposta.
Per i pochi che non ne sono ancora a conoscenza ricordiamo che la DAFIN S.P.A è la società che vuole investire nel progetto della costruzione di una Centrale a Biomasse nel territorio di Mafalda acquistando la sede SMI e riconvertendola in una distilleria.
Gli stessi rappresentanti della DAFIN nell'incontro privato che hanno avuto con alcuni componenti del comitato "Mafalda Viva" dopo aver preso atto del fatto che i cittadini sono contrari al progetto Mafalda, hanno anche detto che la loro distilleria (come tutte le altre presenti) emana un odore fortissimo e nauseante e dunque nel raggio di un km circa l'aria è davvero pesante.
I rappresentanti della dafin nel loro breve invito si sono complimentati con noi in quanto siamo giovani ed investiamo le nostre energie in un progetto in cui crediamo, allo stesso modo dcono di credere nelle capacità dei giovani, avendo nominato unico rappresentante legale di una società MILIONARIA un ragazzo di 23 anni o poco più di cui non si conosce il titolo di studio.
Però ci chiediamo, perchè nell'incontro con il comitato Mafalda Viva non è intervenuto proprio il PRESIDENTE DELLA SOCIETà?
Prima di rispondere, cari lettori ricordatevi la favoletta dell'albero dei soldi...

Invito della Dafin:
"Pregiatissimi Signori buongiorno, apprezziamo molto il vostro grande interesse nel cercare infomazioni relative all'insediamento produttivo di filiera agro-alimentare ed energia rinnovabile, che la nostra azienda intende attivare sul vostro territorio. Una delle principali caratteristiche della nostra Azienda è quella di credere molto nelle risorse dei giovani della nostra terra, tanto da avere dato appunto fiducia ad uno dei più giovani della nostra famiglia nominandolo Presidente della Società.
Il progetto prevede infatti, tra l'altro, la possibilita' di creare nuove opportunita' di iniziative imprenditoriali dedicate ai giovani. Ci piacerebbe, pertanto, potervi incontrare, per spiegare l'intera filosofia del progetto, le sue implicazioni sociali ed economiche, I vantaggi che porta anche rispetto alle tanto e giustamente temute emissioni, ci piacerebbe togliere e fugare ogni dubbio su tutta la vicenda e comunque mettere a vostra disposizione informazioni e progetti cosi come renderci disponibili ad ogni vostra iniziativa di indagine, accertamenti preventivi ed anche alla nomina di una eventuale "commissione di sorveglianza" per la futura gestione.
Saremmo onorati di poter intervenire ad un incontro con voi con noi i nostri tecnici in modo da poter, oltre che illustrare l'iniziativa imprenditoriale della filiera agroalimentare, rispondere a tutti i vostri quesiti. Forse non riusciremo a convincere tutti voi di quella che noi riteniamo essere un esempio di applicazione industriale rispettosa dell'ambiente e dei cittadini ma sarà sicuramente importante dal punto di vista informativo cosi' come potremmo rispondere a tutti i vostri quesiti per cercare di fare chiarezza. Restiamo in attesa di avere una proposta di incontro e cogliamo l'occasione per inviare cordiali saluti.

DAFIN SPA"

Risposta dei giovani mafaldesi.

Mafalda lì, 20 febbraio 2009

Gentilissimi signori della DAFIN spa,

con la presente cogliamo l’occasione per salutarvi e ci scusiamo per il ritardo della nostra risposta ma, non abbiamo potuto farlo prima.
Per quanto riguarda il vostro invito, purtroppo, siamo costretti a non poter accettare, in primo luogo per problemi tecnici, in quanto in questo periodo non siamo in loco, quindi manca il tempo materiale per riunirci e discutere con voi su un argomento per il quale ci siamo già documentati abbastanza. Prossimamente organizzeremo un convegno al quale siete sin da ora invitati. Vi comunicheremo con largo anticipo il giorno, l’ora e il luogo dell’incontro; lì potrete intervenire sulla “questione biomasse”, dinanzi ai nostri tecnici ed a tutta la popolazione Mafaldese.
Ad una semplice risposta ad un invito, forse, non abbiamo reso l’idea su come la pensiamo al riguardo ma siamo certi che anche voi siete fraquentatori del nostro blog:
www.giovanimafaldesi.blogspot.com, dove potete scorgere, limpido, il nostro pensiero: in seguito ad una moltitudine di ricerche svolte presso fonti autorevoli riteniamo inopportuno, dannoso e sconveniente da un punto di vista economico, della salute e ambientale l’istallazione di una centrale a biomasse e della distilleria annessa nel territorio di Mafalda e per questo noi ci opporremo con ogni mezzo affinché questo pericolo sia scongiurato definitivamente.
Vi porgiamo i nostrisaluti più cordiali e vi auguriamo buon lavoro

Giovani mafaldesi

martedì 17 febbraio 2009

Ultimo Articolo dai Giovani Mafaldesi

Si, avete capito bene, questo potrebbe essere il nostro ultimo post, o per lo meno l’ultimo post commentabile, se questo post non sortirà l’effetto desiderato potremmo arrivare a inserire la registrazione obbligatoria o addirittura a bloccare i commenti e continuare solo con la nostra informazione.

Purtroppo abbiamo preso atto che ultimamente le discussioni sono uscite completamente fuori dall’argomento CENTRALE A BIOMASSE (ovviamente non tutti gli utenti ne hanno colpa e ci dispiace) e questo non ci piace per diversi motivi:

1- Si perde di vista l’obiettivo
2- Si alimentano polemica e astio (cosa che spesso è stata criticata al sindaco)
3- Si finisce sul personale e la situazione degenera

È chiaro che non è un esame quindi, divagare può anche starci, cosi come lasciarsi andare ogni tanto, ma questo non deve diventare la base del discorrere.
Quindi, anche se la sola idea di non permettervi di parlare liberamente su questo blog ci da ribrezzo, potremmo essere costretti a questa drastica decisione, volendo, anche un poco autolesionista, ma la funzione di questo blog, RIPETIAMO, non è la polemica o la politica o il promuovere iniziative personali usando questo, ormai discreto, palcoscenico, bensì FERMARE IL PROGETTO MAFALDA.

Oltre a questo ultimatum, in questo post vi proponiamo un secondo round del tanto chiacchierato sondaggio, ma questa volta a risposte aperte alle seguenti domande:

1- Siete favorevoli o contrari al progetto Mafalda e più in particolare alla costruzione della centrale? (argomentate)
2- Se SI quali benefici trarrebbe Mafalda? Se NO quali danni?
3- Quale potrebbe essere una proposta alternativa?
4- Quale potrebbe essere un modo per fermare la centrale o, viceversa, convincerci del contrario?

Ci aspettiamo risposte sensate, ordinate e il più possibile inerenti a queste domande, avvisiamo che risponderemo (e invitiamo a chi è “con noi” a fare lo stesso) solo a risposte da noi giudicate, o con un minimo di buon senso, SENSATE!

Quella che prima era una richiesta isolata da parte di alcuni lettori ora diventa un ordine, ricordandovi che, fino ad ora, anche se a volte c'è stata la tentazione, NESSUN COMMENTO E' STATO MAI CANCELLATO, nessuna è mai stato messo a tacere, questo non è un cambiamento in stile Roma da repubblica a impero.

Non temiamo che ci venga detto che siamo anti-democratici, lo saremmo se questo blog fosse un paese e noi gli amministratori pubblici che "mettono a tacere", ma la situazione non è questa, questo è un blog di INFORMAZIONE e la vera anti-democrazia la mettono in pratica i politici che si disinteressano del parere dei propri RAPPRESENTATI.

Ne approfittiamo per farvi sapere che SABATO E DOMENICA 21 E 22 FEBBRAIO, PRESSO LA PALESTRA DI MAFALDA SI TERRA' UN INCONTRO APERTO A TUTTI ORGANIZZATO DAL COMITATO "MAFALDA VIVA" SULL'ARGOMENTO BIOMASSE, IN CUI INTERVERRANNO MOLTI ESPERTI, presto aggiorneremo questo post con il volantino per maggiori informazioni.
Nel frattempo vi facciamo sapere che i "giovani mafaldesi" ci saranno e invitiamo TUTTI voi a partecipare, perchè l'informazione è la più grande forza!

AGGIORNAMENTO POST
ecco il volantino dell'incontro sopra citato:


Allegato a questo ci è stato inviato anche l'invito specifico ai giovani mafaldesi:

Al Comitato
GIOVANI MAFALDESI
M A F A L D A




Oggetto: convegno didattico sull’eventuale opportunità di realizzazione di una Centrale Termoelettrica a Biomasse in territorio di Mafalda.

Siete invitati a partecipare al convegno didattico in oggetto, che si terrà nei gg. 21 e 22 Febbraio 2009 presso la Palestra Comunale di Mafalda, al fine di informare la popolazione sulla ricaduta socio-economica-occupazionale che una Centrale Termoelettrica a Biomasse potrebbe avere sul territorio di Mafalda e i paesi limitrofi interessati dal Progetto.
Al suddetto convegno parteciperanno illustri esperti (oncologi, biologi ecc.), nonché politici, sindacati, associazioni di categoria, in modo di informare le popolazioni di tutto il comprensorio interessato, sui vantaggi e gli svantaggi, che una Centrale apporterebbe al comprensorio stesso ed a quello a noi vicino.
Certi di un vostro intervento, vi invitiamo a comunicarcelo anticipatamente, affinché si possa organizzare al meglio detto convegno,
Sicuri della vostra presenza, l’Associazione vi ringrazia anticipatamente e vi saluta cordialmente.

Mafalda, lì 14 Febbraio 2009
IL PRESIDENTE
(Sig. Antonio MENICHILLI)




CONTATTI: Antonio MENICHILLI 329-4056775—Lucio GIZZI 320-4144327 –Aurelia SPATOCCO 347-9466890
COMITATO “MAFALDA VIVA”
SABATO 21 E DOMENICA 22
FEBBRAIO 2009
Convegno Didattico sulla eventuale realizzazione di una Centrale Termoelettrica a Biomasse in Territorio di Mafalda
SABATO 21 FEBBRAIO:
Ore 10,30: Accoglienza dei partecipanti, qualche parola di benvenuto, distribuzione a tutti i partecipanti delle “Dieci domande” da rendere compilate alla fine del convegno per trarne le conclusioni.
Ore 11,00: Presentazione delle personalità convenute e dei Docenti relatori.
Ore 11,15: Apertura del convegno: Precisazioni sul ruolo e la linea etica del Comitato. Ringraziamenti
IL REALE IMPATTO SOCIO-OCCUPAZIONALE DEL PROGETTO:
Ore 11,30: Intervento dei Sindacati
Ore 12,00: Intervento degli Autori e Operatori del progetto.
Ore 12,30: Domande del pubblico in merito e risposte.
Ore 13,00: SOSPENSIONE DEI LAVORI
IL REALE IMPATTO TURISTICO-CULTURALE ED ECONOMICO SUL SETTORE:
Ore 15,30: Interventi degli Enti e Sindacati professionali di categoria: Coldiretti, C.I.A.,settore Turistico Alberghiero.
Ore 16,30 : Domande del pubblico in merito e risposte.
SALUTE AMBIENTE E QUADRO DI VITA
Ore 17,00 ; Intervento del Dott. Professore Carmelo PALMISANO, Oncologo, Docente di Bioetica presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Bari.
Ore 17,.30 : Intervento del Dott. Professore Giulio TARRO, Docente di Biologia, Presidente del Comitato sulle Biotecnologie della TEMPLE UNIVERSITY di PHILADELPHIA –USA-Docente di Virologia PRESSO L’Università degli studi di Napoli, Presidente della Fondazione TERESA E LUIGI DE BEAUMONT BONELLI PER LA RICERCA SUL CANCRO.
Ore 18,00 : Intervento del Professor Ingegnere Salvatore Giuliano FRANCO, che ha consacrato tutta la sua vita professionale alle costruzioni di Aziende, Fabbriche e Centrali per grandi Holding Industriali. La sua testimonianza in merito.
Ore 18,30: Intervento del Dottor Andrea FALCONE, Biologo Mafaldese, sul ruolo nocivo delle emissioni
di Terpeni e Idrocarburi aromatici incombusti sulla salute umana, animale e vegetale.
Ore 18,50: Una testimonianza vissuta sulla pelle relativa agli effetti di una Centrale Termoelettrica a Biomasse
già impiantata nella Regione Molise.
Ore 19,30: SOSPENSIONE DEI LAVORI E APERITIVO DELL’AMICIZIA
DOMENICA 22 FEBBRAIO:
Ore 10,00: RIPRESA DEI LAVORI E CONCLUSIONI DEL CONVEGNO:
Ore 10,15: Intervento delle personalità istituzionali: Nazionali, Regionali, Provinciali, Comunali e Diocesane.
Ore 11,00: DIBATTITO : interventi limitati ad un massimo di cinque minuti ciascuno, per consentire ad
un maggior numero di partecipanti di esprimere le loro domande.
Ore 12,00: Raccolta delle schede delle “Dieci domande”, spoglio, analisi e conseguenti
conclusioni dell’incontro.
Ore 19,00: Commiato, ringraziamenti e saluti

domenica 15 febbraio 2009

ATTENZIONE:URAGANO GIOVANI MAFALDESI IN ARRIVO!

I giovani mafaldesi rappresentano una forza inarrestabile e che sta raccogliendo sempre più consensi.
Questo ci inorgoglisce e ci sprona a fare sempre meglio e di più per tutti voi, cari utenti che siete stanchi di essere presi in giro sulla questione biomasse dal sindaco di Mafalda Nicola Valentini.
Siamo moderni, freschi ma soprattutto INDIPENDENTI e questo ci porta ad essere imprevedibili e pieni di idee nuove.
Continuano ad arrivare complimenti per il libricino che abbiamo inserito nottetempo nelle buchette delle poste dei Mafaldese, i giornali regionali ci continuano a dare credito ed hanno pubblicato articoli sulla nostra iniziativa. In questa sede facciamo una precisazione: alcuni cittadini di Mafalda ci hanno fatto sapere che nelle loro buchette delle poste non c’era il nostro libricino: CI SCUSIAMO PERCHE’ SI E’ TRATTATA DI UNA SEMPLICE DISTRAZIONE E NON DI UNA MOSSA MIRATA SOLO ALLE PERSONE CHE SONO CONTRO VALENTINI (COME MOLTI MALIGNI HANNO AFFERMATO) DUNQUE, INVITIAMO LE POCHISSIME PERSONE CHE NON L’HANNO RICEVUTO A CONTATTARCI (SUL BLOG, SULLA CASELLA DI POSTA O DI PERSONA) PER RICHIEDERE IL LIBRICINO CHE NOI ABBIAMO PRODOTTO E CHE TUTTI VOI CITTADINI AVETE IL DIRITTO DI CONSULTARE.
Detto questo facciamo un piccolo riferimento ai commenti che avete postato nel nostro ultimo articolo:
1)invitiamo gli utenti del blog e gli stessi giovani mafaldese che intervengono a fare interventi pertinenti alla questione e SENZA parolacce.
2)Il moderatore del blog Leonardo si rivela efficiente come sempre, infatti è subito intervenuto nel momento in cui il consigliere Masciulli è stato insultato su questioni private che non interessano ai “giovani mafaldesi” ed a tutti gli altri utenti del blog.
Ci siamo già scusati e dissociati da tale affermazione, che come abbiamo precedentemente scritto trovavamo fuori luogo. In tutti i Casi se non è stata cancellata è solo perché sarebbe stato inutile e tardivo.
3) Ringraziamo il professor Vincenzo Spatocco per il suo intervento a nome di tutti i “giovani mafaldesi”. Sara è stata un’ottima amica e resterà sempre nei nostri cuori, è impossibile dimenticarla ed abbiamo pensato che anche in questo caso non sarebbe stato giusto escluderla perché siamo CERTI del fatto che se ci fosse stata avrebbe appoggiato la nostra causa e sarebbe stata parte attiva dei giovani mafaldesi. Grazie perché in poche righe è riuscito a far commuovere davvero tutti, a darci speranza, forza e voglia di andare avanti in questo progetto.
Inoltre ci associamo a tutto ciò che ha scritto nel suo commento.

Dopo aver fatto queste doverose precisazioni possiamo passare alla notizia del giorno:
I GIOVANI MAFALDESI APPRODANO SU FACEBOOK!
Ai non addetti ai lavori facciamo sapere che si tratta di un social network in cui gli utenti creano profili che spesso contengono foto e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici. Ed anche su facebook è nato il gruppo dei GIOVANI MAFALDESI a cui hanno aderito in meno di una settimana dalla nascita 156 PERSONE! Un record per un gruppo nato da così poco (in tutti i sensi).
La descrizione del gruppo è:
“Siamo giovani mafaldesi che si sono spontaneamente riuniti per informarsi ed informarvi su quelli che sono i REALI PERICOLI dell'eventuale attivazione di una centrale energetica a biomassa nel territorio di Mafalda.

Ci stiamo muovendo in molte direzioni perchè le nostre perplessità sono tante e riguardanti diversi punti del progetto.

Cosa dovrebbe spingere i cittadini dei paesi limitrofi a sollevare insieme a noi dubbi e contestazioni?

Centri come Tufillo, Dogliola, San Felice, Montemitro, Fresagrandinaria, Lentella, ecc, devono prendere coscienza di un fatto ASSOLUTAMENTE INCONTESTABILE: la distanza di tali centri dal suddetto impianto risulta, per alcuni dei comuni citati, addirittura inferiore rispetto a quella che separa il centro abitato di Mafalda dalla stessa centrale a biomasse.
Le dimensioni che la stessa assumerà saranno senza ombra di dubbio notevoli ed allarmanti in termini di impatto ambientale: basti pensare che la centrale raggiungerà altezze pari a 40 metri per il solo impianto ai quali si aggiungeranno altri dieci con la canna fumaria.
RIFLETTETE GENTE SULLE INEVITABILI COMPLICAZIONI CHE TALE INSEDIAMENTO PRODURRÀ NEL NOSTRO TERRITORIO IN TERMINI DI AMBIENTE TURISMO ED ECONOMIA.”
Il fondatore del gruppo dei “giovani mafaldesi” su facebook è ALESSANDRO MASTRANGELO e tra gli amministratori ci sono tutti i giovani mafaldesi compreso “Lorenzo Del Sole” un caro amico di Tavenna che si interessa alla questione biomasse ed insieme ai giovani ragazzi di Tavenna ha creato un link sul sito del paese stesso.

Che dire, il fenomeno giovani mafaldese è inarrestabile e dinamico proprio come un uragano…
Si può conoscere e studiare il fenomeno a scuola, si possono fare delle previsioni sulla durata ma non sulla reale portata.

Grazie a tutti continuate a scriverci.

lunedì 9 febbraio 2009

26 Domande per il sindaco e per i mafaldesi

Cari lettori, vi riportiamo il testo di un fascicoletto, da noi prodotto, che è arrivato nelle buchette di tutti i mafaldesi:

BUONGIORNO MAFALDESI.
Siamo un gruppo di ragazzi, apolitico e libero da strumentalizzazioni, chiamato semplicemente “Giovani Mafaldesi”.
Venuti a conoscenza del “Progetto Mafalda”, ideato e sponsorizzato dal sindaco Nicola Valentini, abbiamo deciso di non restare in silenzio e di far sentire la nostra voce, infatti le regole che perseguiamo in assoluto sono la VERITÀ e la GIUSTA INFORMAZIONE.
PER QUALE MOTIVO ABBIAMO CONSEGNATO QUESTO FASCICOLO NOTTETEMPO?
Siamo convinti del fatto che non ha importanza conoscere il volto della persona che vi tende la mano e vi offre un valido aiuto: importante è seguire il consiglio e farsi aiutare.
Ci siamo uniti a Gennaio ed abbiamo fatto conoscere ai Mafaldesi la nostra iniziativa attraverso un gesto alquanto eclatante che sicuramente avrete notato: uno striscione in piazza (che potete andare a vedere tutt’ora). Fondamentale per la nostra conoscenza è stata la nascita del nostro blog http://www.giovanimafaldesi.blogspot.com/ su cui gli animi dei lettori si sono più volte surriscaldati. Cogliamo l’occasione per invitarvi a visitarlo. Durante il rocambolesco incontro ottenuto con il sindaco (4 gennaio 2009), quest’ultimo ci spronò a essere dubbiosi. Bene! Abbiamo seguito il consiglio del sindaco, ci siamo informati in merito ed abbiamo trovato molti PUNTI OSCURI che a nostro parere meritano una risposta che chiediamo a voi, MAFALDESI, e al sindaco che continua a non rispondere alle nostre lettere (siamo ormai a tre).

1- SIGNOR SINDACO NICOLA VALENTINI LEI HA PRESO IN GIRO TUTTI GLI ABITANTI DI MAFALDA, COMPRESI QUELLI CHE LA CIRCONDANO?
SI. In data 27-12-06 il sindaco di Mafalda ha indetto un consiglio comunale straordinario presentare lo strabiliante "PROGETTO MAFALDA" contornato da buffet piante e buoni propositi (costo totale 27 mila euro).
Infatti in quella sede il Sindaco ha presentato a tutti noi questo progetto innovativo, ricco, vantaggioso ed ha fato fare la conoscenza del signor Alcalà a tutti noi Mafaldesi.
Ha risposto male ai rappresentanti della minoranza che invece avevano parlato di uno specchietto per le allodole e di un progetto fantascientifico, dannoso per la salute e per nulla vantaggioso per l'economia cittadina.
HA PUBBLICAMENTE DICHIARATO DI AVER IDEATO QUESTO PROGETTO, CHE PERÒ ERA IN UNA FASE EMBRIONALE, TUTTA DA DEFINIRE, DA STUDIARE. NESSUN RIFERIMENTO ALLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO (CHE INVECE NEL PROGETTO MAFALDA PRESENTATO AI VENEZUELANI VIENE CITATA 40 VOLTE CIRCA) ED UNA SOLA RIGA VIENE DEDICATA AD UN PIANO ENERGETICO COMUNALE VOLTO A SFRUTTARE L'ENERGIA RINNOVABILE (EOLICA, FOTOVOLTAICA, BIOMASSE). STOP!
Queste sono tutte le informazioni che il nostro sindaco ci ha fornito in merito ad un progetto che poi ha trovato il dissenso di tutti i cittadini di Mafalda, ma ha in quella sede più volte dichiarato che aveva intenzione di informare la cittadinanza in tempo e di sottoporla ad un legale REFERENDUM, in modo tale che la stessa avrebbe decretato il futuro di Mafalda.
Di quella promessa è rimasto solo il dvd che tutti i cittadini possono richiedere al Comune: niente più.

2- IL SINDACO, INCALZATO DAI GIOVANI MAFALDESI HA PUBBLICAMENTE DICHIARATO CHE FERMARE LA REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE “SI PUÒ FARE”, SARÀ VERO?
Durante l'incontro avuto con i giovani il 04-01-09 lo ha ripromesso il sopra citato referendum, senza poi mantenere la parola data.
A distanza di tempo ci sentiamo presi in giro perché oltre alle parole non mantenute si è aggiunta un’accelerata notevole all’iter burocratico per la realizzazione della centrale tanto contestata.

3- PERCHE’ DI TUTTE LE PROPOSTE FATTE NEL FASCICOLO DEL “PROGETTO MAFALDA” L’UNICA CHE SI STA PORTANDO AVANTI SERIAMENTE È SOLO LA CENTRALE A BIOMASSE DA COSTRUIRE SUL SITO DI MARROLLO?
La legge ci dice che dopo sei mesi dalla votazione in consiglio comunale la concessione edilizia scade, la malizia invece ci insegna che il sindaco sa che nessuno a parte lui desidera la realizzazione immediata di questo progetto. Si pensi alla prima votazione in consiglio comunale che c'è stata nel novembre del 2008 e solo dopo un mese due assessori comunali (Di Grande e Barattucci) hanno deciso di rivedere la loro decisione ed hanno chiesto la revisione del consiglio comunale precedente e, nel dicembre 2008 hanno votato contro questo provvedimento. Probabilmente più tempo passa e più cresce il rischio che gli assessori comunali (finalmente) si informino sulla questione e diventino sfavorevoli al progetto come i due assessori di Maggioranza sopracitati e di tre di minoranza.

4- PERCHÈ I CONSIGLIERI COMUNALI CHE VOTANO A FAVORE NON SI ESPRIMONO, SE NON TRAMITE BREVI FRASI PER NULLA INERENTI ALLA QUESTIONE BIOMASSE? PERCHÉ VOGLIONO A TUTTI I COSTI FARSI CARICO DI QUESTA RESPONSABILITÀ ? COSA CI GUADAGNANO?
Stiamo solo facendo delle ipotesi, non illazioni, ma ci viene naturale credere che i consiglieri siano solo degli "yes-man", che il loro diritto di parola non vada oltre la banale lettura di foglietti preparati ad hoc. Siamo pronti ad ammettere l'inesattezza delle nostre affermazioni nel caso in cui arrivi una reale smentita. Ci riferiamo alle idialliache letture di cui i nostri consiglieri hanno fatto sfoggio durante la serata del 27 dicembre.

5- PERCHÉ IL CONSIGLIERE COMUNALE NICOLA MASCIULLI, CHE HA LA DELEGA SULLE QUESTIONI AMBIENTALI, NON HA MAI ESPRESSO NESSUN GIUDIZIO NE TECNICO NE POLITICO?
Senza peli sulla lingua ci sentiamo di rispondere: non è competente sulle questioni ambientali e non crede nelle capacità dei giovani. Ci ha definito "mammocci" in sala consigliare davanti al sindaco, agli assessori di maggioranza e tutte le persone presenti, in un dibattito che doveva ancora iniziare ed al quale noi credevamo di partecipare godendo del giusto rispetto. Ad esplicare esattamente quello che il Sig. Masciulli affermava c'era un diretto parente (che non ha ancora raggiunto neanche la maggiore età) che ci invitava a riflettere con la nostra testa. Ma quando noi ci abbiamo provato, un altro assessore comunale la signorina Barattucci Antonietta ha gratuitamente insultato una componente del nostro gruppo che stava facendo un intervento pertinente alla questione e per nulla offensivo.

6- COME MAI, QUANDO SI È PRESENTATO IL "PROGETTO MAFALDA” NON SI E’ FATTO IL MINIMO ACCENNO AI RISCHI CHE SI SAREBBERRO POTUTI CORRERE CON L’ISTALLAZIONE DELLA CENTRALE A BIOMASSE?
Basta aver studiato un minimo di chimica e biologia alle scuole superiori per sapere che, un certo Lavoisier, ha detto che "IN UNA TRASFORMAZIONE CHIMICA NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA"! Di conseguenza, anche quando bruciamo un chicco d'uva stiamo inquinando perchè liberiamo nell'aria sostanze come CO (monossido di carbonio) che emesse in grosse quantità sono estremamente nocive per la nostra salute.

7- PERCHE CONTINUANO A CHIAMARLO TERMOVALORIZZATORE?
Siamo l’unico paese d’Europa che nonostante i rimproveri della comunità europea, continua a chiamare gli inceneritori con il nome di termovalorizzatori; forse perchè fa meno paura? Oppure perché le persone, leggendo valorizzatore, credono sia una cosa buona? no signori, non credete che sia tutto oro quel che luccica.

8- CHE SOSTANZE VERRANNO BRUCIATE PER ALIMENTARE LA CENTRALE A BIOMASSE?
Sul “Progetto Mafalda” distribuito dal sindaco, a pag. 19 leggiamo che i materiali da bruciare “saranno di origine solida e liquida PERMETTENDO”. Ha tutto l’aspetto di essere una giustificazione preventiva in quanto il d.lgs. n.387 del 29/12/2003 all'art.17 dice che, qualora venissero a mancare materie prime in grado di alimentare una centrale a biomasse di grandi dimensioni come la suddetta, che dovrebbe essere da 20Mw, potranno essere bruciate anche le parti umide dei cosiddetti rifiuti solidi urbani (RSU).
L’ amministrazione Comunale ha votato una delibera che vieta, nel nostro comune, lo smaltimento tramite incenerimento dei suddetti rsu, ma il dubbio che sorge spontaneo è: una società che ha intenzione di investire somme di denaro pari a 213 MILIONI DI EURO in questo progetto, potrà mai accettare tali condizioni nel caso in cui venissero a mancare le materie prime di origine vegetale citate, andando CONTRO I PROPRI INTERESSI E GUADAGNI?

9- SIAMO SICURI CHE TUTTI A MAFALDA SAPPIANO COS’È LA DIOSSINA?
La diossina è la sostanza chimica con il più alto contenuto tossico creata dall'uomo come sottoprodotto generico di qualsiasi forma di incenerimento. Naturalmente tutti sappiamo che con le attuali tecnologia non si potrà mai eliminare totalmente questa sostanza, ma il sindaco e voi cittadini avete una vaga idea di quanta ne verrebbe prodotta da due centrali da 20Mw?

10- PERCHÉ IN MOLTI AFFERMANO CHE QUESTA CENTRALE NON INQUINA?
Ognuno di noi può avere la propria opinione su questioni soggettive, ma il fatto che un INCENERITORE di queste dimensioni INQUINI è OGGETTIVO, SCIENTIFICAMENTE PROVATO ED INDISCUTIBILE.
Non esiste alcuna teoria ciarlatana che regga. la scienza viene chiamata tale perchè è ESATTA, VERIFICABILE e CERTA. Le sostanze che vengono bruciate si trasformano in ceneri e particelle gassose di diverse dimensioni; di queste particelle solo quelle GROSSOLANE SARANNO TRATTENUTE DAI FILTRI ,TUTTE LE ALTRE (CHE RAPPRESENTANO LA MAGGIOR PARTE DEI GAS PRODOTTI) NON SONO FILTRABILI E DUNQE SI SPRIGIONANO NELL'ARIA, ANDANDO A POSARSI SU TUTTO CIÒ CHE TROVANO, come la vegetazione e il cibo che noi mangiamo inquinandolo ed inquinando il nostro organismo che non è in grado smaltirle e che a lungo andare diventeranno cancerose.
Le polveri vengono assorbite anche tramite la respirazione; infatti le nostre mucose nasali non sono in grado di trattenerle, generano, tra le tante cose, malattie cardio vascolari, malattie del sangue (leucemie), aborti spontanei, malformazioni dei feti, asma e malattie infettive infantili.
Questo non siamo noi giovani Mafaldesi a scriverlo, ma è la medicina.

11- MAFALDA HA PIÙ BISOGNO DI ACQUA O DI ELETTRICITÀ?
Tenendo conto che l’Italia è il paese più ricco d’acqua d’Europa, ma anche il paese che ne spreca di più, avete idea di quanta acqua serva per il giusto funzionamento della centrale? Tantissima! Tutti sapete che spesso l’estate manca l’acqua a Mafalda, soprattutto nelle ore notturne, immaginate cosa succederà dopo l’apertura di questo colosso che, ricordiamo, non PUÒ ESSERE SPENTA IN NESSUN CASO (fatta eccezione per gravi situazioni di malfunzionamento momentanee). Questo è previsto dalla legge.

12- 1.400.000 (UNMILIONEQUATTROCENTOMILA) QUINTALI DI SCARTI AGRICOLI ALL’ANNO NON SONO TANTI DA REPERIRE?
Se parlassimo di materiali pesanti potrebbe essere una quantità abbordabile, ma 1400000q di materiale leggero come gli scarti agricoli solo veramente tanti. E se non si trovano cosa ci finirà in quell’enorme inceneritore? Saremo costretti a importarli, producendo altro inquinamento e traffico nella zona industriale di Mafalda?.

13- LA CENTRALE È LA SOLUZIONE PIU CONVENIENTE PER PRODURRE ENERGIA “PULITA”?
Sapendo che le alternative valide sono almeno 2, ossia l’energia eolica e fotovoltaica (che non producono inquinamento), che vengono adottate da molti altri Comuni anche nella zona, e sapendo che energie come quelle sopra citate stanno prendendo piede molto più di altre energie rinnovabili (dal 1990 al 2001 eolico e fotovoltaico sono cresciuti del 19% contro un 7% delle biomasse liquide più gas e altro e solo un 1,5% delle biomasse solide) non riusciamo a capire il motivo per il quale il sindaco ha scelto la CENTRALE A BIOMASSE.

14- LA CENTRALE È LA SOLUZIONE PIU CONVENIENTE IN QUANTO A RIENTRO ECONOMICO?
I soldi del Comune, quindi dei cittadini, andrebbero utilizzati sapientemente.Veramente questa centrale può avere un rientro economico superiore ad altri progetti?L’affitto della terra per la costruzione di (per esempio) pale eoliche, sommato al risultato di una regolare gara d’appalto, sommato a un accordo con l’eventuale ditta costruttrice per la cessione di utilizzo di uno o più pale, non porterebbe più denaro, INVESTIBILE IN ALTRE OPERE, nelle casse del Comune?

15- QUANTI POSTI DI LAVORO VERREBBERO CREATI REALMENTE?
Davvero pochi, circa 46, di cui buona parte saranno affidati ad esperti quali chimici ed ingegneri. Un paio di posti saranno riservati alla manovalanza ed alla ricarica dei forni. Saremmo tutti costretti ad assistere allo sbranaggio collettivo di 200 operai costretti a litigarsi questo posto di lavoro, poco remunerativo ed estremamente dannoso per la salute degli stessi
Il sindaco ha affermato che i camion che transiteranno nella zona industriale di Mafalda saranno circa 8000. Quindi suggeriamo ai futuri disoccupati ed a tutti i giovani che sperano in un posto di lavoro di prendere letteralmente d'assalto le autoscuole. Stupisce il fatto che la perdita di lavoro non interessi ai movimenti sindacali che dovrebbero difendere e rappresentare i diritti di questi operai. L'unica situazione in cui il sindaco si è impegnato è stata per il comune di San Felice, in cui ha personalmente rassicurato gli operai Croati della SMI, cha lui stesso si adopererà in favore della loro causa, aiutandoli a trovare un nuovo lavoro. Si state leggendo ben, il SINDACO DEL COMUNE DI MAFALDA è ANDATO A SAN FELICE A PROMETTERE UN LAVORO PER GLI OPERAI SANFELICIANI.
AGLI OPERAI DI MAFALDA CHI CI PENSA?
PER CASO IL SINDACO DI SAN FELICE HA RESO IL FAVORE? FATECI SAPERE CARI CONCITTADINI, PERCHÈ NOI ABBIAMO TROVATO OLTRAGGIOSO ED OFFENSIVO PER VOI QUESTO FATTO. Inoltre il sindaco si è sempre vantato di essere stato un "comunista" con tutte le conseguenze che un aggettivo del genere inevitabilmente si porta dietro. Ma non sembra per niente interessato alla problematiche della classe operaia.
Da compagno e combattente ha fatto il passo di qualità ed è diventato barone ed imprenditore?

16- MA DAVVERO QUALCHE UNIVERSITÀ METTEREBBE LA SEDE DI UN CENTRO RICERCHE IN UN PAESE DI 1300 ABITANTI?

17- CHI VUOLE QUESTA CENTRALE?
Onestamente trovare persone favorevoli al Progetto Mafalda e in particolare alla centrale è veramente difficile, se poi togliamo dalla ricerca i “fedelissimi” dichiarati del sindaco di Mafalda, trovarle diventa forse impossibile.Ciò nonostante c’è chi afferma che Mafalda ha accettato festosamente il progetto (con tutti i punti che esso comprende, come il nuovo piano regolatore del traffico etc…)

18- SIAMO TUTTI AL CORRENTE DEL CONFLITTO DI INTERESSI PRESENTE IN QUESTO PROGETTO?
Si verifica un "conflitto di interessi" quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.In questo caso il conflitto è tra la figura di Sindaco e quella di Presidente della Banca di Credito Cooperativo nonchè promotore del "progetto energetico". Nicola Valentini ha partecipato al convegno che si è tenuto a Roma sull'energia rinnovabile nelle vesti di Presidente della BCC e non come primo cittadino del comune di Mafalda.
Lui stesso in consiglio comunale ha dichiarato il contrario ma è stato smentito pubblicamente da un cittadino che invece aveva il documento che ATTESTAVA IL CONTRARIO.
Ma il sindaco, imperterrito è rimasto presente alle votazione in consiglio comunale, anche dopo la richiesta di abbandonare la votazione da parte della minoranza, richiesta respinta perché ritenuta “inopportuna”.Nonostante la questione venga presa con molta leggerezza, dall’interessato, non è da sottovalutare.

19- SE CHIEDESSIMO DI CAMBIARE BANCA PER IL FINANZIAMENTO IL SINDACO SAREBBE ALTRETTANTO D’ACCORDO?
Non lo chiediamo perchè vogliamo prendere di mira il sindaco, siamo chiari, ma se veramente questo progetto è indispensabile per Mafalda che importa chi lo finanzia, giusto?Soprattutto perchè come in molti sanno il conflitto di interessi in questa faccenda C'È!

20- COME È POSSIBILE CHE I PROPRIETARI DEL GRUPPO DAFIN DURANTE L'INCONTRO CON IL COMITATO MAFALDA VIVA HANNO AFFERMATO DI NON SAPERE NULLA SUL FATTO CHE BUONA PARTE DELLA POPOLAZIONE MAFALDESE È CONTRARIA AL PROGETTO?

21-PERCHÈ IL SINDACO CHE HA PUBBLICAMENTE AFFERMATO DI "NON AVERE NEMICI" E DI "SALUTARE TUTTI" NON HA INVITATO DUE CITTADINI CHE HANNO LA PARTITAIVA NELLA SERATA DI INCONTRO IN COMUNE?

22- LA CENTRALE E IL RIPOPOLAMENTO DI MAFALDA SONO COMPATIBILI?
Il ripopolamento di un paese è un processo difficile, basato sull’incoraggiamento alle persone che arrivano e sull’accoglienza dei cittadini presenti.
Una centrale che sparge malcontento e diossina non fa esattamente queste due cose!

23- QUALE BENEFICIO NE TRAGGONO IL TURISMO E L’AMBIENTE?
Secondo il fascicolo informativo inviato dall'amministrazione questi due settori trarrebbero vantaggio in quanto la centrale, tra le altre cose, porterebbe sviluppo e produrrebbe ENERGIA PULITA!!Lasciamo a voi il divertimento di commentare...

24- PERCHÉ I CITTADINI DEI PAESI LIMITROFI SONO QUASI TUTTI ALL’OSCURO DELLA REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE?
La prima motivazione che noi adduciamo è che mentre Mafalda avrà un misero rientro come contropartita ai danni che la centrale produrrà, i Comuni limitrofi oltre all'inquinamento non guadagneranno nulla (paesi come Lentella subirebbero danni maggiori rispetto a Mafalda).
La seconda che noi riteniamo più preoccupante è che i sindaci dei paesi vicini SANNO perfettamente ciò che Nicola Valentini ha intenzione di realizzare, ma EVITANO di far conoscere la verità ai loro cittadini, diciamo questo perchè SEMBRA ci siano stati incontri tra loro e che forse hanno deciso di assaggiare una fettina di quella gustosa torta.

25- PERCHÈ IL PROGETTO MAFALDA PREVEDE L'ARRIVO NEL NOSTRO COMUNE DI CITTADINI VENEZUELANI?
Il nostro Sindaco ha INTENZIONE DI SVENDERE IL NOSTRO TERRITORIO A PERSONE CHE NON HANNO NESSUN RAPPORTO CON MAFALDA, CHE NON LA CONOSCONO, NON LA AMANO, NON LA VIVONO E CHE VEDONO MAFALDA UN POSTO COME UN ALTRO PER INVESTIRE I LORO SOLDI.
Infatti nella copia originale del "projecto Mafalda", che abbiamo trovato sul sito dell'Università di Caracas, il sindaco ha ripetuto più volte che I CITTADINI MAFALDESI CONOSCONO ED APPROVANO IL PROGETTO MAFALDA ED ASPETTANO CON ANSIA L'ARRIVO DI QUESTI CITTADINI VENEZUELANI, CHE OTTERRANNO QUALUNQUE TIPO DI CONFORT DA MAFALDA E DAI SUOI CITTADINI, CHE VERANNO AIUTATI DALLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO CON MUTUI VANTAGGIOSI.
LE AUTORITÀ REGIONALI, PROVINCIALI E LOCALI AIUTERANNO IN TUTTI I MODI QUESTI CITTADINI AD AMBIENTARSI.
I VENEZUELANI POTRANNO INVESTIRE NEL PROGETTO MAFALDA COME MEGLIO CREDONO.
INSOMMA, SARANNO CITTADINI DI "SERIE A". PER DIVENTARE FUTURI PROPRETARI DI MAFALDA è SUFFICIENTE CHE UNO DEI DUE CONIUGI ABBIA ORIGINI (DALLA SECONDA GENERAZIONE IN POI) EUROPEE.
A noi sembra che questa proposta sia stata fatta su misura solo per determinate persone.
Attenzione: noi repelliamo qualunque forma di razzismo, ma come può il sindaco di un paese fare queste offerte e con tutta questa leggerezza?

26- PERCHè I MAFALDESI CHE ATTUALMENTE VIVONO ED ONORANO IL NOSTRO PAESE IN ARGENTINA NON SONO STATI COINVOLTI NONOSTANTE LE LORO RIPETUTE RICHIESTE DI CONTATTO?
Un progetto di ripopolamento sarebbe stato logico se avesse contemplato il ritorno A CASA di ex cittadini mafaldesi, come appunto gli argentini, che amano il paese e che lo ricordano con affetto, invece il progetto di ripopolamento a cui noi tutti siamo stati sottoposti è insensato ed opportunistico.

Durante l’incontro del 4 gennaio il sindaco ci fece notare la sua generosità per aver stampato il fascicolo (promozionale più che informativo) del “Progetto Mafalda”, GRATUITAMENTE CON I SOLDI DEL COMUNE (quindi vostri).
Noi non vogliamo fare altrettanto quindi eviteremo di elencare chi ha speso e quanto ha speso ma, per il bene di Mafalda, ci carichiamo anche qualche piccolo onere senza gravare sulle VOSTRE tasche.
Saluti

mercoledì 4 febbraio 2009

Segnali preoccupanti...

Questo è un articolo comparso su "Il Quotidiano del Molise" di Mercoledì 4 Febbraio.


Un nuovo alleato

NELL’ INCONTRO PASTORALE A MAFALDA ANCHE IL VESCOVO DICE “NO ALLA BIOMASSE”.

Un nuovo, autorevole alleato si unisce alla campagna di noi Giovani Mafaldesi contro la realizzazione della centrale a biomasse a Mafalda: è il vescovo della diocesi di Termoli – Larino, Monsignor Gianfranco De Luca.
Ieri mattina, durante l’ omelia della messa conclusiva della sua visita pastorale nel nostro paese, la presa di posizione: “Il Bene è per tutti, non solo per qualcuno” – ha affermato il Vescovo, aggiungendo che la costruzione della centrale non sarebbe un bene né per i cittadini né tantomeno per il territorio. Queste parole nell’ ambito di un discorso più ampio, riguardante una lettera congiunta (che arriverà nelle nostre case a breve) scritta dai quattro vescovi delle diocesi molisane nella quale si difendono con forza tre grandi risorse che caratterizzano la nostra regione: il territorio, l’ acqua e l’ ambiente (quindi la sua salvaguardia). Mons. De Luca ha anche aggiunto che darà il suo “appoggio totale” alla causa nostra e di tutta la comunità mafaldese, inviando, se necessari, suoi fidati collaboratori.
“Bisogna essere liberi di cercare la verità, discernere tra il Bene e il Male, e scegliere il Bene!”
In questa breve frase è racchiuso il significato di tutto ciò che noi gruppo “giovani mafaldesi” perseguiamo: la verità, la giusta informazione.
Invitiamo tutti coloro che continuano a nascondersi dietro un “assolutamente si” oppure a questa continua volontà di sottomissione ad aprire gli occhi… insomma quelle fette di prosciutto che avete davanti MANGIATELE.

martedì 3 febbraio 2009

Tana libera tutti


Cari utenti avevamo dato una settimana di tempo a tutti voi per farci conoscere il vostro punto di vista, anche se ormai era abbastanza chiaro, sulla questione centrale a biomasse a Mafalda.
Quale metodo più efficace di un innocente sondaggio?
Dovevate dal vostro computer rispondere in coscienza ad una domanda:

“SEI FAVOREVOLE ALLA CENTRALE A BIOMASSE A MAFALDA?”
Risposta n1: assolutamente si
Risposta n2: non sono convinto ma si
Risposta n3: non sono convinto ma no
Risposta n4: assolutamente no

Gli utenti ad esprimere il proprio voto sono stati numerosi, ben 162 e ha vinto questo sondaggio con il 59% (96 voti) la risposta n. 4 “ASSOLUTEMENTE NO”.
Fin qui tutto regolare, è ovvio che in un blog di persone che si dichiarano contrarie ad una centrale a biomasse l’esito sia negativo, ma ciò che ha stupito un po’ tutti è stato il voto del 34% degli utenti che ha risposto “assolutamente si”.
Ci ha lasciato molto perplessi non la diversità di opinione (assolutamente lecita) ma il fatto che in questo blog a parte un utente che si è fimato …Nzo (e che ha dato molto materiale su cui discutere ai nostri utenti) nessun altro si è MAI manifestato a favore di questo progetto!
Dopo aver dedotto che tutti i favorevoli alla biomasse visitavano il nostro blog ma non “osavano” commentare abbiamo esplicitamente invitato tutti ad intervenire, ma argomentando e cercando di andare oltre la banale risposta dell’assolutamente si, e soprattutto cercando di superare la solita accusa di essere di parte!
Beh, (scusate la familiarità di linguaggio) dopo numerosi inviti qualche coraggioso rigorosamente anonimo c’è stato; la sterilità delle motivazioni che ha addotto non ha convinto praticamente nessuno perché a parte qualche parere personale e teorie pseudo-scientifiche non ci ha fornito nulla. Chiediamo nuovamente a questi utenti di continuare a scriverci ma questa volte con criterio in modo tale che non si rendano “comici” agli occhi dei nostri utenti che dimostrano di essere sempre più preparati sull’argomento in questione.
Infine possiamo dire di aver raggiunto il nostro obbiettivo: scoprire se tutte le persone che la pensano diversamente da noi “Giovani mafaldese” visitano il nostro blog; c’è da dire che hanno provato a non farsi scoprire ma la tentazione è stata troppo forte…è proprio il caso di dire: “TANA LIBERA TUTTI”!!!